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Trani, per casa Bovio c'è l'ordinanza di sgombero: sette persone vi vivono senz'acqua e servizi igienici. Dovranno lasciarla entro il 13 marzo

Il dirigente del Settore patrimonio, Giovanni Didonna, ha emanato l'ordinanza di sgombero della casa natale di Giovanni Bovio, di proprietà comunale dal 1988. L'immobile è dotato di due ingressi autonomi, rispettivamente da via Mario Pagano, per l'accesso al primo e secondo piano, peraltro privo di servizi igienici e sanitari, e via Sant'Agostino, al piano terra.

In virtù di una deliberazione di giunta comunale del 30 dicembre 2014 l'intero palazzo ha destinazione d'uso di centro di aggregazione sociale per lo svolgimento di attività strettamente artistico-culturali (motivo per il quale l'utenza elettrica, dopo l'uscita dell'Ordine degli ingegneri, non è mai stata distaccata, ndr), trattandosi di immobile di valore storico in quanto casa natale dell'illustre statista e filosofo.

«Nelle more dell'attivazione della procedura concorsuale ad evidenza pubblica per la concessione in locazione, una porzione del palazzo è stata dunque occupata senza titolo - dà atto il dirigente - dal nucleo familiare formato da P.P., A.A. e cinque minori, a seguito di verbale di constatazione dei luoghi redatto dagli agenti della Polizia locale lo scorso 23 febbraio».

In un successivo sopralluogo, sempre i vigili ponevano il Comune a conoscenza dell'ingresso di un altro nucleo familiare, composto da M.C. e C.V., che ieri hanno però lasciato l'immobile.

Resta dentro la prima famiglia e «tale situazione - si legge nel provvedimento -, oltre che rappresentare un'azione illegittima nei confronti del Comune - scrive il dirigente - ha generato per il nucleo familiare una situazione di disagio notevole sotto il profilo igienico e sanitario, essendo gli ambienti occupati privi di impianti di fornitura di acqua e servizi igienici».

L'ordinanza, che reca la data del 3 marzo, è stata notificata agli occupanti i quali, da quel momento, hanno dieci giorni per lasciare l'immobile: pertanto, l'ultimo giorno di permanenza dovrebbe essere il prossimo 13 marzo e, in caso di mancato rilascio entro il termine stabilito, «si provvederà all'interruzione di tutte le utenze e sostituzione delle serrature di accesso per rientrare nel possesso dell'immobile tramite sgombero forzoso - si legge nel provvedimento -, previa definizione, da parte dei competenti uffici dei servizi sociali comunali, della problematica relativa alla presenza di cinque figli minori».

Del provvedimento sono stati posti a conoscenza, fra gli altri, il Prefetto di Barletta Andria Trani, il Dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza ed il Comando della stazione dei carabinieri.


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