Come si è formato l'incredibile buco da 100mila euro sulla refezione scolastica? Le famiglie dei bambini che usufruiscono della refezione scolastica sono state tenute a presentare, oltre il modello Isee, una domanda per l'inserimento degli alunni nel circuito della mensa.
Un soggetto esterno ha inserito i dati e calcolato le quote pro capite da versarsi. Successivamente, alle famiglie veniva chiesto di ottenere il codice Pan sia attraverso il sito del Comune, sia direttamente presso le tre ricevitorie convenzionate con Palazzo di città per il pagamento del servizio: D’Azzeo (via Andria 31); Quaranta (corso Italia 48); di Cugno (viale De Gemmis 48).
Ebbene, nell'assenza di qualsiasi tipo di sollecitazione da parte del Comune, le famiglie stanno pesantemente trascurando di procedere ai pagamenti e, così, si è determinata una sempre più profonda situazione di debito nei confronti dell'ente.
Per la cronaca, soltanto gli alunni disabili possono usufruire del pasto gratis, ma anche le famiglie con Isee pari a zero versano una quota minima per la refezione scolastica, trattandosi di un servizio a domanda individuale e non obbligatorio.
Tra chi non può pagare, chi dimentica e chi fa finta di dimenticare, ecco dunque come si sia arrivati a questa esposizione di 100mila euro, che mette in difficoltà anche il fornitore.
Infatti, da tempo la ditta Pastore, gestore in proroga del servizio, non viene pagata nel solco del principio dell'armonizzazione contabile per cui il Comune non può liquidare i fornitori se, prima, non è a sua volta oggetto dei pagamenti da parte di chi, di quel servizio, usufruisce.

