Dal grattino alla applicazione su smartphone saltando a piè pari i parcometri, che Trani tuttora non ha: semi rivoluzione nella sosta a pagamento gestita da Amet Spa, per conto del Comune, a seguito della richiesta di manifestazioni di interesse che l'azienda ha ufficialmente pubblicato sul suo sito.
Dunque, Amet ricerca soggetti per il pagamento della sosta con applicazioni sviluppate per apparati di telefonia mobile e, pertanto, «intende affidare ad una o più società, esperte nel settore - si legge nel bando -, il servizio di vendita dei titoli di sosta e relativo sistema di controllo tramite "app"».
Ci sarà tempo fino al prossimo 20 marzo per presentare le manifestazioni di interesse. Una volta pervenute, ed ammessi gli operatori in regola con i requisiti previsti, ciascuno di essi avrà diritto alla vendita dei titoli. Amet incasserà direttamente le somme impegnate dagli automobilisti attraverso le operazioni effettuate sulle loro applicazioni, e riconoscerà ai fornitori un aggio non superiore al 5 per del valore del titolo, Iva compresa.
Le tariffe per gli automobilisti restano le attuali: 40 centesimi per mezz'ora; 80 per un'ora.
L'automobilista potrà scaricare una o più applicazioni di soggetti deputati al pagamento di parcheggi tramite applicazione e, dopo essersi registrato ed avere indicato numero di targa e sistema di pagamento preferito (dalla carta di credito a PayPal, dall'addebito su conto bancario a Postepay) dovrà soltanto avere cura di attivare il Gps del telefonino ed utilizzare la app nel momento in cui avrà parcheggiato e lasciato l'autovettura, senza neanche digitare l'orario, rilevato dal sistema. La stessa operazione è richiesta al ritorno al veicolo, nel momento in cui si lascia lo stallo delimitato da strisce blu.
In questo modo il pagamento della sosta sarà puntuale, senza alcun sovrapprezzo e facilmente identificabile anche dagli operatori della sosta. Infatti, non rilasciando le app alcuno scontrino, gli ausiliari potranno subito incrociare il numero della targa con quello riconosciuto dall'applicazione attraverso cui si è pagato il servizio: in assenza di questo riscontro, l'autovettura sarebbe sanzionata.
Resta il problema per cui Trani rimane, a tutt'oggi, senza quei parcometri la cui presenza è, in ogni caso, necessaria per garantire all'utenza la scelta di utilizzare lo strumento migliore per il pagamento del servizio.
Sebbene i grattini oggi siano più facilmente reperibili e gli stessi ausiliari del traffico siano tornati a venderli, dopo che l'azienda per un certo tempo aveva impedito loro di farlo, il diritto dell'automobilista a servirsi delle colonnine per l'introduzione di monete o banconote resta inalienabile.
A maggior ragione quasi stupisce che si sia passati direttamente al livello superiore, in ogni caso rendendo un servizio utile sia alla collettività, sia agli stessi utenti, la maggior parte dei quali mastica ormai quotidianamente la materia del pagamento di servizi attraverso gli smartphone.




