Lo avevamo già scritto in un precedente articolo: il fossato del Castello di Trani verte in una situazione di degrado. In quel nostro “viaggio” lungo la cinta muraria del castello avevamo descritto infatti una situazione incresciosa che riguarda direttamente l’amministrazione comunale. È infatti il Comune di Trani proprietario di quella zona.
In una intervista il sindaco, Amedeo Bottaro, ci aveva detto: «Stavamo già lavorando in direzione della sigla di un protocollo d'intesa, con la direzione del Polo museale della Puglia, che preveda un utilizzo, e quindi gestione del fossato da parte dello Stato. L'accordo prevedrà lavori di ristrutturazione, finanziati dal Ministero, che interesseranno anche il fossato rendendo fruibile ad una sua concreta l'utilizzazione. Inoltre, il progetto prevede di realizzare un ponte che consenta l'accesso al castello da via Maiorano, ripristinando quello storico, dal cortile ovest, dell'epoca medievale».
Ed oggi è il consigliere comunale Domenico Briguglio, di maggioranza, in forze a “Centro democratico” a scrivere in una nota stampa: «Ho personalmente accompagnato nella splendida Trani docenti di rilievo internazionale, insegnanti di corsi nei Master all’Università di Bari, affascinati dalle bellezze del territorio e dalle opere museali: cattedrale, palazzo Beltrani, palazzo Telesio, il quartiere ebraico ed il castello svevo.
Abbiamo mostrato ai visitatori il monumento. L’accogliente guida turistica ha spiegato le funzioni del fossato che nel 1200, con i rivellini di controllo e il ponte levatoio, era invaso di acqua di mare e non quale attualmente destinato, ad una giungla di immondizia. Il fossato è ormai diventato un ricettacolo di topi e su questo non hanno competenza né il Ministero dei beni culturali né il Polo museale della Puglia, ma il sindaco di Trani.
Quello spazio è custodito dall’amministrazione comunale, la stessa che è stata esortata più volte ad intervenire per ripulire il fossato, oltre che smaltire le palme colpite da punteruolo rosso. Da quando si è insediata questa amministrazione comunale, il fossato e le strade limitrofe risultano essere in totale abbandono.
È evidente che l’oratore ha additato ed invitato me, quale rappresentante nell’assise comunale, che aveva portato il gruppo di docenti internazionali, ad intervenire, ponendo fine all’increscioso e vergognoso persistere del degrado nell’area, che fa vergognare tutti i tranesi.
Giunti nei due saloni che si affacciano sul mare e nella parte retrostante il maniero federiciano, abbiamo trovato una ulteriore discarica a cielo aperto, una struttura fatiscente, abbandonata e contenitore probabilmente anche di resti di amianto, accanto alla zona parcheggio utilizzata sia dei frequentatori del Tribunale sia dei turisti che visitano ogni anno la nostra città.
Nel fossato vi sono un centinaio di faretti con un impianto di illuminazione che alla comunità è costato qualche milione di euro, ma che come ben ha fatto notare la giuda turistica, risulta essere spento e mai stato acceso dalle amministrazioni comunali.
Dunque l'intervento di pulizia deve essere assolutamente effettuato, magari anche accompagnato da iniziative repressive che individuino, sanzionandoli, i responsabili dello scempio. Il castello è quotidianamente meta di centinaia di turisti ed il suo decoro è condizione imprescindibile per la sua valorizzazione turistica.
A Trani si parla di turismo come volano dello sviluppo cittadino per la creazione di posti di lavoro, ma se presentiamo la città in queste condizioni dimostriamo di essere incapaci di custodire il nostro patrimonio storico.
Mi dissocio da questa inerzia dell’amministrazione comunale, e presenterò una nota scritta in Consiglio comunale chiedendo spiegazioni in merito».






