Della vicenda si è parlato, nei giorni scorsi, anche in consiglio comunale, quando il capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, ha sottoposto al governo cittadino il problema dell'emergenza abitativa ed il sindaco, Amedeo Bottaro, ha replicato chiarendo lo stato dell'arte e le prospettive future. «Vorremmo conoscere se vi sia un rapporto dettagliato di quella che è la situazione degli immobili comunali - ha detto Lima - . Certo, la casa natale di Giovanni Bovio merita sicuramente una destinazione migliore, ma vorremmo sapere costa si stia facendo realmente per contrastare l'emergenza abitativa che, di questi tempi, è diventata è un'altra piaga per la città».
«È vero - riconosce il sindaco - che un'amministrazione di centrosinistra fa della solidarietà suo cavallo di battaglia, ma anche della legalità, ed io non posso consentire ad alcuno di andare ad occupare case e in maniera così violenta, così come è stato fatto. Ci dovremmo occupare assolutamente della sistemazione di minori, e non sarebbe la prima volta, ma l'emergenza abitativa è un problema di cui, finora, nessuno si è voluto occupare. Trani non ha investito nella realizzazione di nuovi alloggi popolari e, oggi, si ritrova con un problema serio perché si stanno moltiplicando gli sfratti e le situazioni drammatiche. Tuttavia, se da una parte siamo in contatto con l'Arca, per riallacciare le fila delle graduatorie e conseguente edificazione di nuovi fabbricati, dall'altra tutto il consiglio comunale dovrebbe sensibilizzare quei cittadini che oggi non fittano le loro case ad importi calmierati. Così, ci vediamo costretti ad implorare qualcuno a concedere case in fitto a 300, massimo 350 euro al mese, perché quasi nessuno è disponibile a concedere in locazione i propri immobili a quelle cifre».



