«Nel Tribunale di Trani ci sono il massimo rispetto, collaborazione ed armonia tra magistrati e penalisti e, a maggior ragione, la presa di posizione delle Camere penali a livello nazionale ci sorprende e appare totalmente fuori luogo».
Così Michele Ruggiero, presidente della sezione di Trani dell'Associazione nazionale magistrati, con riferimento alle recenti dichiarazioni rilasciate dall'Unione delle camere penali a margine della proclamazione dell'astensione dal lavoro di quegli avvocati, dal 20 al 24 marzo prossimi.
A tale proposito, i magistrati a loro volta riconducibili al gruppo di coordinamento di «Autonomia e indipendenza» del distretto di Bari, che comprende anche il circondario del Tribunale di Trani, «si associano alla parole critiche della Giustizia esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati - si legge in una nota - sul contenuto del comunicato con cui l’Unione delle camere penali ha proclamato la sua iniziativa».
Secondo quanto richiamano i giudici, «le camere penali avevano additato la magistratura tutta come un’istituzione intenta a reprimere in modo ingiustificato i diritti dei cittadini e perseguire obiettivi di un esercizio arbitrario e capriccioso delle funzioni. Si tratta di accuse gravi ed irresponsabili che respingiamo con fermezza - affermano a loro volta i magistrati di A&I -, ricordando, invece, gli sforzi (spesso non dovuti) che ciascuno di noi compie, quotidianamente, nell’esercizio delle funzioni per assicurare un minimo di efficienza ad un sistema processuale flagellato da norme irrazionali e scarsità di risorse».
A detta di A&I, «appare evidente - e non da oggi -, l’intento di screditare l’autorevolezza dell’ordine giudiziario, per ottenere un modello processuale che renda quasi impossibile la celebrazione dei processi e l’accertamento delle responsabilità». I magistrati, pertanto, auspicano che «pure nelle reciproche diversità di opinioni, il confronto dialettico sulle riforme processuali avvenga in modo sereno, evitando il ricorso a espressioni offensive».


