Lo avevamo detto per radio, per scherzo, pochi minuti fa, durante «Prima pagina», la rubrica ospitata all'interno della trasmissione mattutina di Enzo Matichecchia, sui 101 di Radiobombo: «Non succede, ma se succede...».
Il riferimento era all'eventualità che qualcuno occupasse l'ex sede della Cgil, in piazza Marconi, di proprietà del Comune di Trani, da oggi ufficialmente lasciata libera a causa del trasferimento della Camera del lavoro nella nuova sede (che sarà inaugurata questa sera), in via Maiorano, angolo via Barisano.
Ebbene, a quanto si è appreso stamani, quei locali sono stati davvero occupati da un nucleo familiare e, in ogni caso, da non meglio precisate persone.
Tutto questo si incrocia strettamente con la non distante casa natale di Giovanni Bovio, che dovrà essere liberata dagli occupanti nelle prossime ore, salvo incorrere nello sgombero forzato. Non sarebbe da escludere che gli occupanti dell'ex sede del sindacato siano in qualche modo da porre in relazione con coloro che, da fine febbraio, sono (o sono stati) a casa Bovio.
A quanto si è appreso, la Cgil non ha ancora formalmente riconsegnato l'immobile al Comune di Trani e, pertanto adesso, tra il proprietario ed conduttore, potrebbero sorgere problemi relativi alle responsabilità di quest'ultimo, sebbene indirette, nell'intrusione di soggetti non meglio precisati in una fase nella quale la tutela del bene sarebbe dovuta ancora essere a cura del sindacato.
Nel frattempo, la Polizia locale è giunta sul luogo per i primi accertamenti ed eventuali provvedimenti del caso. Precedentemente si era registrata la presenza dei carabinieri e, adesso, i vigili stanno ascoltando alcune persone, fra cui anche i rappresentanti della stessa Cgil.




