Procedono i lavori di risagomatura delle scarpate della discarica di Trani, propedeutici alla distesa dei teli per la copertura dei tre lotti della stessa. Amiu ha affidato l'appalto, partendo da una base d'asta di 36.000 euro, e l'impresa aggiudicataria ha iniziato dal lotto numero 3, quello sul quale, nel frattempo, è stata prevista una gara per la fornitura e messa in opera del telo per il "capping".
Successivamente si procederà alla copertura dei lotti 1 e 2, non prima di avervi operato la stessa predisposizione lungo le scarpate. Amiu sta portando questi interventi nell'ambito della lenta, ma progressiva messa in sicurezza del sito, chiuso dal 5 settembre 2014 e recentemente dissequestrato dalla Procura della Repubblica, per consentire la chiusura e bonifica secondo quanto disposto dal sindaco, Amedeo Bottaro, con apposita ordinanza.
Come è noto, alla base, della sospensione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti vi è stato un incidente nel terzo lotto, con rottura di una porzione di membrana e dispersione di percolato in falda. È proprio questo il motivo per il quale, da quel momento, oltre le complesse procedure concordate tra vari enti - dal piano di caratterizzazione alla vera e propria messa in sicurezza -, è iniziato l'incessante l'emungimento di percolato, con ritmi sempre più sostenuti per limitare i danni determinati dalla dispersione di metalli nelle acque dei pozzi al servizio della discarica e, di conseguenza, nella falda.
Ebbene, le ultime analisi effettuate per conto di Amiu dalla New Kem, di Modugno, controfirmate dal professor Gaetano Nuovo, attestano un assestamento del metallo inquinante tuttora al di sopra del limite consentito, il manganese. Infatti sia nel prelievo effettuato il 1mo febbraio (con rapporto rilasciato l'8), sia in quello del 16, chiuso il 23, il manganese si presenta nella misura di 67 microgrammi per litro, contro i 50 previsti per legge. Il pozzo di riferimento è il P6v, a valle della discarica, il più vicino al luogo dell'incidente. Per quanto concerne l'altro pozzo oggetto di interesse, il P2m, che si trova a monte, il nichel è invece al di sotto del valore limite: 15,9 microgrammi su 20, nel primo prelievo; 15,5 nel secondo.
Sembra di comprendere, dunque, che la quantità complessiva di percolato in discarica sia diminuita, tenendo conto del fatto che tra gennaio e febbraio ha piovuto molto e i valori di quest'anno, rapportati con quello dell'anno scorso, fanno registrare una diminuzione delle contaminazioni: a febbraio 2016 il manganese faceva registrare 75 microgrammi per litro e, insieme con quello, si registravano eccedenze anche di arsenico, ferro e nichel. Ciononostante, ancora oggi la discarica continua ad inquinare e non si può, in alcun modo, definire sicura.



