«Perché si prelevano soldi dal fondo post gestione della discarica?». La domanda, questa volta, è del consigliere di maggioranza della lista Più Trani, Anna Maria Barresi, che si aggiunge ad una serie di analoghi quesiti analoghi posti, in particolare, dal movimento Trani a capo e dal comitato Chiudiamo la discarica. Il tema è sempre lo stesso: è possibile utilizzare quei fondi, che sarebbero vincolati esclusivamente alla gestione cosiddetta "post mortem" della discarica, per altre attività collaterali?
Una risposta univoca ancora non c'è stata benché, sin da quando l'impianto di contrada Puro vecchio è chiuso, vale a dire dal 5 settembre 2014, l'amministratore delegato di Amiu, Alessandro Guadagnuolo, ha sempre affermato che la discarica, essendo ferma e non producendo utili, può definirsi a tutti gli effetti chiusa. Peraltro, lo scorso 23 settembre, il sindaco, Amedeo Bottaro, ha emanato una formale ordinanza di chiusura del sito che, a maggior ragione, rafforzerebbe l'operato di Amiu.
Ciononostante, a detta di Barresi, la gestione di quelle finanze sarebbe alquanto discutibile: «Da atti consultati - scrive in un'interrogazione - risulta che, nella seconda decade di gennaio 2017, l'Au di Amiu ha informato il Comune di avere prelevato circa 350.000 euro per pagare le spese di discarica. Tale prelievo, a suo dire, si rendeva necessario a causa delle esigue, attuali disponibilità di cassa di Amiu. Il tutto - riferisce il consigliere - pare attribuibile al fatto che il Comune non abbia ancora effettuato le dovute rimesse, ma questa richiesta credo sia stata effettuata facendo specifico riferimento all’ordinanza del sindaco».
A detta di Barresi, però, «il riferimento a tale provvedimento è inappropriato, in quanto l'ordinanza prevedeva solo la messa in sicurezza urgente dei tre lotti della discarica (preoccupazione evidenziata da vari gruppi politici, di maggioranza e minoranza) e non di spendere i soldi del post-esercizio per altre funzioni. Alla luce di tutto questo - conclude Barresi - pare evidente che Amiu stia impropriamente prelevando dal fondo del post-esercizio, contro le disposizioni di legge, somme destinate ad altre finalità. Ed Comune di Trani, che ne è il socio unico, dovrebbe fortemente preoccuparsi in quanto, poi, sarà difficile provvedere al risanamento di quel fondo».

