I familiari di Orsola Stella, la donna di 60 anni morta il 23 aprile dello scorso anno, durante il tragitto tra l'ospedale di Trani e quello di Bisceglie, nell'attesa di accertamenti strumentali che non si sarebbero mai eseguiti, a causa del decesso per peritonite acuta, proporranno opposizione alla richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, di archiviare il procedimento a carico del medico del Pronto soccorso di Trani indagato per la morte della donna.
Per il pubblico ministero «le conclusioni dell'autopsia non consentono di acquisire ulteriori, utili elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio nei confronti dell'indagato». La difesa, invece, sostiene la tesi per cui «la conduzione dell'esame necroscopico del consulente medico legale del magistrato è stata decisamente carente e superficiale rispetto alla doverosa attenzione garanzia di ricostruibilità».
L'avvocato Ignazio Daniele Nenna, difensore della famiglia, ha prodotto valutazioni medico legali di un professionista consultato dagli stessi parenti della donna, e chiede ulteriori approfondimenti da parte di un nuovo consulente medico legale della Procura, da scegliere al di fuori del distretto della Corte d'Appello di Bari.
Secondo la famiglia, il Pronto soccorso di Trani avrebbe omesso di eseguire tempestivamente accertamenti che, se prontamente eseguiti, avrebbero potuto salvare la vita alla donna.
(fonte, La Gazzetta del Mezzogiorno)

