Si avvicendano i presidenti (tre nell'ultimo anno fra uscente, Filippo Bortone, facente funzioni, Giulia Pavese, e subentrante, Antonio De Luce), ma non muta il problema di fondo: il Tribunale di Trani è carente nelle sedi, e gli immobili fanno fatica per spazi, stato di manutenzione e spese di locazione.
Il fenomeno si è incrementato soprattutto da quando vi è stato l'accorpamento degli uffici nella città di Trani, con la progressiva chiusura di tutte le sedi periferiche del circondario. È quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d'Appello di Bari, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Il riferimento è soprattutto a Palazzo Torres, sede del Tribunale penale e nel quale, effettivamente, il personale amministrativo sta molto stretto: «Il presidente del Tribunale di Trani - si legge nella relazione - segnala che la sede destinata alla trattazione dei processi penali, già inadeguata prima dell’accorpamento, è assolutamente insufficiente a garantire adeguate postazioni di lavoro al personale amministrativo». Un problema tanto più grave se si considera la carenza organica di 15 unità complessive, fra Tribunale e Procura della Repubblica.
Peraltro, i problemi sono ben più estesi e riguardano la futura riorganizzazione delle sedi. L'obiettivo è lasciare quelle che costringono il Ministero della Giustizia a corrispondere ancora fitti passivi per il palazzo di proprietà della società Amet, in via Montegrappa, sede della Sezione Unep, e palazzo Nigretti, in via Cavour, di proprietà privata e sede del Tribunale del lavoro e del giudice di pace.
Nel frattempo, l'amministrazione comunale ha messo a disposizione degli Uffici giudiziari l'ex scuola Orazio Palumbo, che necessità di soli lavori di adeguamento. Ma questi potranno partire solo a seguito della firma di una convenzione tra Ministero e Comune: siglata questa, presso l'ex scuola di via De Bello potrebbero approdare il Tribunale civile, che lascerebbe palazzo Candido, in piazza Cesare Battisti, troppo piccolo, e quello fallimentare, presso palazzo Gadaleta, in piazza Trieste, che continua ad ospitare quella sezione nonostante la criticità dei locali e la perdurante inibizione di parte di essi.
Nell'operazione di rivisitazione delle sedi giudiziarie, a quel punto Tribunale del lavoro ed Unep si trasferirebbero a palazzo Candido, liberato dal Tribunale civile destinato al De Bello. Palazzo Gadaleta resterebbe non utilizzato e l'unico fitto passivo a carico del Ministero rimarrebbe il capannone di via Papa Giovanni XXIII, che ospita gli archivi degli Uffici giudiziari.






