Si sentono esclusi da qualsiasi tipo di concertazione e nutrono fondati timori, a loro dire, sul fatto che l'azienda sia in svendita. La rappresentanza sindacale unitaria di Amet Spa, presieduta da Francesco Di Toma, Leonardo Musicco e Nicola Di Leo, solleva così il problema, a nome di tutti i dipendenti dell'ex municipalizzata, con una lettera al sindaco, Amedeo Bottaro, in qualità di rappresentante del socio unico di Amet, ed al Consiglio di amministrazione della stessa società.
Nel documento si rappresentano dubbi sul futuro dell'azienda e, soprattutto, la necessità di avere un incontro per conoscere con chiarezza quali ne siano le prospettive, fra il Piano di razionalizzazione delle società partecipate, già approvato dalla giunta comunale a fine 2015, ed il piano industriale che la società Ernst & Young ha ormai approntato e preliminarmente presentato sia alla società, sia al suo proprietario.
I timori dei dipendenti sono legati a ad alcuni passaggi del Piano di razionalizzazione, in cui il governo Bottaro ha espresso chiari indirizzi in merito alle sue aziende partecipate. Per quanto riguarda Amet, si proponeva di attuare, entro giugno 2016, il conferimento di un incarico ad un professionista qualificato finalizzato alla elaborazione di una due diligence, propedeutica ad un'ipotesi di ristrutturazione e risanamento aziendale, sulla base della quale valutare l'opportunità di procedere ad una serie di scelte in prospettiva di una effettiva razionalizzazione dei rami d'azienda.
Questi gli indirizzi espressamente indicati dalla giunta: «Potenziare il servizio di produzione, gestione e vendita dell'energia elettrica, anche con l'apertura del capitale sociale ad altri partner; dismettere il servizio di gestione dei parcheggi e della darsena; dismettere il servizio di trasporto pubblico e scolastico».
L'altro maxi obiettivo del piano di razionalizzazione è una sempre più efficace e tempestiva opera di controllo interno, compresi quelli sulle altre società partecipate, istituendo il nucleo unico dei controlli e stabilendo che lo stesso possa avvalersi, nell'istruttoria, anche di esperti esterni. A tale fine s'è dato anche l'indirizzo di procedere alla costituzione, con idoneo personale, dell'Ufficio delle società partecipate.
Secondo la Rappresentanza sindacale unitaria di Amet, «tali intenti sono decisamente in contrasto con quanto dichiarato dal sindaco ai dipendenti in tutte le sedi e, non da ultimo, lo scorso 20 dicembre, in occasione di una consegna di targhe di anzianità ad alcuni dei nostri lavoratori. Non volendo credere alle voci di svendita dei servizi di un'azienda ultracentenaria al privato - conclude la nota -, i dipendenti chiedono un urgente confronto con l'amministrazione comunale».

