Si sono dovuti calare in acqua, ieri sera, ed affrontare non poche difficoltà, a causa di oscurità ed onde, per estrarre per recuperare le quattro transenne gettate in mare da ignoti nei giorni scorsi, e delle quali avevamo documentato la presenza tra gli scogli nel corso della mattinata di ieri.
I volontari dell'associazione Trani soccorso, benché non sollecitati dalla Polizia locale, né da altri, hanno deciso autonomamente di recarsi al Molo Sant'Antuono e riportare in superficie, riconsegnandole alla stessa Polizia locale, le transenne finite in acqua.
«Non potevamo rimanere senza fare nulla di fronte a questo ennesimo scempio compiuto ai danni della nostra città - hanno detto al termine delle operazioni - e, se avessimo atteso ulteriormente, tenendo conto delle condizioni del mare, avremmo soltanto favorito il deterioramento di questi strumenti, con i quali anche noi lavoriamo, in ausilio alla Polizia municipale».
Un intervento, pertanto, che va elogiato in quanto totalmente spontaneo e gratuito e che, a maggior ragione, dovrebbe indurre qualcuno a considerare cosa significhi danneggiare il patrimonio pubblico.
Ma, anche, fare riflettere i responsabili di questi servizi: le transenne non sono un elemento di arredo urbano fisso della città, ma vanno immediatamente ritirate dai luoghi in cui sono servite per motivi contingenti. Lasciarle sul posto significa ingombrare spazi pubblici senza motivo e, soprattutto, esporre questi oggetti ad azioni vandaliche, purtroppo da mettersi in preventivo alla luce del profondo degrado sociale che si registra oggigiorno.











