«Le centrali interrate non sono più ammesse per legge e questa soluzione era l'unica praticabile. Comprendo benissimo che in questo momento sia pessima dal punto di vista visivo, ma i lavori non sono ancora terminati e l'impatto sarà il minore possibile».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando la recente installazione di un nuovo gruppo di riduzione per la distribuzione del gas metano in piazza Gradenigo, un manufatto di dimensioni notevoli, per molti impressionanti, che sta suscitando forti polemiche soprattutto tra i residenti, perché avrebbe cambiato per sempre il prospetto della piazza.
È anche vero che il cantiere è ancora aperto e, a lavori conclusi, la centrale sarà chiusa da un cosiddetto "armadio", ma la differenza rispetto alla soluzione precedente è notevole.
«Tuttavia - precisa il sindaco -, Trani da anni era inadempiente rispetto alla necessità di fare emergere queste strutture, che non sarebbero più, per alcun motivo, potute rimanere al di sotto della quota stradale. Inoltre - aggiunge -, ci viene imposto di installarle su suoli pubblici e non, per esempio, su facciate di condomini. A maggior ragione, quella di piazza Gradenigo, in quel punto particolare del sito, era l'unica soluzione praticabile. Cercheremo di attuare le stesse scelte, all'insegna del minore impatto possibile, anche negli altri luoghi in cui a breve si procederà».
Le dichiarazioni del primo cittadino sono giunte a poche ore dalle proteste, sempre più diffuse, per i lavori che, in pochissime ore, hanno visto spuntare dal nulla un nuovo gruppo di riduzione per la distribuzione del gas metano in piazza Gradenigo.

