A partire da oggi, lunedì 20 marzo, decorsi i termini dell'ordinanza del dirigente del Settore patrimonio, ogni giorno diventa buono per lo sgombero della casa natale di Giovanni Bovio.
In realtà, ci si aspetta il rilascio spontaneo dell'immobile da parte degli occupanti, una famiglia di sette persone, di cui cinque minori, lì presente da quasi un mese. Tuttavia, qualora ciò non avvenisse, sarebbe pronta l'azione di sgombero forzoso con l'eventuale ausilio delle forze dell'ordine.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha fatto sapere che, se da una parte saranno assunte tutte le cautele del caso in favore dei bambini, dall'altra il Comune di Trani sarà inflessibile contro chi ha occupato un bene della collettività senza alcun titolo: «Ho chiesto ai servizi sociali di occuparsi assolutamente della presa in carico dei minori, nel rispetto di ciò che la legge ci consente, per dare loro la giusta dimora. Ciò premesso, è evidente che questo non può far desistere l'amministrazione dal dover intervenire assolutamente per liberare l'immobile. Mi auguro non sia necessario l'ausilio delle forze dell'ordine, ma il concetto che deve passare è che non è più consentito niente a nessuno».
Il sindaco, inoltre, conferma la circostanza, da noi segnalata, per cui nella casa natale di Giovanni Bovio sono avvenuti lavori interni da parte dell'occupante: «Ha fatto una sorta di ristrutturazione del bagno - fa sapere il primo cittadino -, che mancava di alcuni servizi, per renderlo più consono alle proprie esigenze di vita. Si tratta di lavori, per quello che la Polizia locale mi ha potuto riferire, svolti in maniera molto artigianale. Ovviamente, il fatto che abbia realizzato dei lavori non è un attenuante, anzi è il contrario: l'immobile va rilasciato».
Il Comune procederà allo stesso modo anche per quello che concerne l'ex ufficio postale di via don Nicola Ragno, anch'esso recentemente occupato da un nucleo familiare, a quanto pare, con altri minori a carico.
Diverso il caso dell'ex sede della Cgil, in piazza Marconi, altra vicenda di immobile comunale occupato in cui, però, il sindacato diverrebbe soggetto tuttora pienamente responsabile di quanto accaduto: «Per noi non c'è alcuna occupazione abusiva, nel senso che la Cgil - chiarisce Bottaro - non ci ancora riconsegnato formalmente l'immobile. Pertanto, noi riteniamo la Cgil responsabile, a tutt'oggi, di quell'immobile e tutto ciò che è avvenuto, se realmente avvenuto, è sotto la responsabilità del sindacato».




