La redazione del piano industriale di Amet, affidata alla Ernst & Young per 32mila euro, è partita da un importo a base d'asta di 39.000 euro, soggetto a ribasso.
Amet Spa ha così richiesto un piano industriale quinquennale, 2016-2021, per il conseguimento degli obiettivi definiti dal socio unico, il Comune di Trani, sulla base del piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato dalla giunta comunale il 31 dicembre 2015.
Il piano, di cui la Ey ha presentato le linee guida - secondo quanto riferito dal sindaco, Amedeo Bottaro, domenica scorsa, durante Appuntamento con Trani -, riguarda la «overview della società, con descrizione della struttura societaria e principali attività del business, analisi del mercato e scenario competitivo di riferimento, analisi della situazione economica e patrimoniale di Amet al 31 dicembre 2015, definizione dei prospetti di conto economico, stato patrimoniale, rendiconto finanziario per il quinquennio 2016-2021, rappresentazione prospettica dei possibili scenari di sviluppo dei business di Amet».
Quest'ultimo obiettivo, in particolare, deve tenere conto «della evoluzione normativa sia in tema di riforma delle società partecipate (decreto Madia ed eventuali altri provvedimenti normativi in materia), sia delle disposizioni dell'Autorità in tema di soppressione del mercato della maggior tutela».
La Ey ha, così, tracciato le prospettive dei singoli rami d'azienda e prodotto dati, formule e considerazioni, sempre sulla base del piano di razionalizzazione approvato dalla giunta. Inoltre, un conto economico previsionale, lo stato patrimoniale prospettico annuale, un prospetto dei flussi di cassa annuali, uno di sintesi dei principali indici di redditività e patrimoniali statici e dinamici.
Infine, e soprattutto la valutazione dei rami d'azienda, nell'eventuale ipotesi di cessione. Ma la giunta ha chiaramente indicato parcheggi, darsena e trasporto pubblico locale prossime alla dismissione.

