Terminati i lavori, il gruppo di riduzione per la distribuzione del gas metano in piazza Gradenigo è ora ingabbiato da una cabina che poggia su plinti, a loro volta inseriti nella pavimentazione.
L'effetto visivo, se da una parte è meno invasivo perché nasconde delle tubazioni particolarmente voluminose, dall'altra è non meno significativo considerando quel muro di acciaio che adesso occlude alla vista, almeno guardandola da una certa prospettiva, gran parte della piazza: attraverso i tubi vi era uno sfondo, sebbene compromesso, che adesso è scomparso.
Alcuni residenti e commercianti stanno già pensando ad una raccolta di firme, e c'è chi ha già ribattezzato il luogo «piazza Perotti», in ricordo del palazzo saracinesca di Bari che occultava l'orizzonte e, dopo tante polemiche e carte bollate, fu demolito a furor di popolo, sebbene adesso lo stesso popolo ne stia pagando le conseguenze dal punto di vista economico.
«Le centrali interrate non sono più ammesse per legge - aveva chiarito a sua volta il sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani dell'inizio dei lavori in piazza Gradenigo -, e queste sono le uniche soluzioni praticabili».
Di certo, anche in questo caso, non stanno mancando le polemiche, tanto che Trani a capo ha fatto sapere di avere informato del caso sia la Soprintendenza per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, sia la Procura della Repubblica.



