Dalle proteste alla provocazione. La «cabina del gas», come volgarmente viene denominato il nuovo gruppo di riduzione per la distribuzione del metano di piazza Gradenigo, è stata ribattezzata «toilette» attraverso l'apposizione di tre manifestini riproducenti le indicazioni per servizi igienici presenti in bagni pubblici e locali, di cui due «istituzionali» ed uno goliardico.
Ignoto l'autore delle locandine, ma pare evidente che la sua azione sia condivisa da gran parte dei residenti e commercianti della zona, poiché nessuno si è preoccupato di strapparle dalla superficie metallica che circonda le nuove tubazioni del gas recentemente installate in quel luogo.
Dunque, il parallelepipedo di acciaio di piazza Gradenigo resta nell'occhio del ciclone e non mancherà di determinare altre iniziative e polemiche: si parla di una raccolta di firme tra coloro che vivono, lavorano e frequentano la zona.
Nel frattempo, il movimento Trani a capo ha preannunciato di interessare la Soprintendenza, con riferimento a questa piazza, e la Procura della Repubblica per quello che concerne la verifica del titolo di 2i Rete gas ad essere tuttora il titolare di una concessione del Comune di Trani che sarebbe, formalmente, scaduta nel 2010.
Di certo, in un momento in cui la città fa fatica sotto tanti aspetti, la questione estetica determinata da questo manufatto ha preso il sopravvento su molti altri ed importanti problemi. Ma sono proprio queste le storie che i cittadini toccano con mano e per le quali si indispettiscono qualora percepiscano, come sembra, che la loro voce abbia scarso peso.






