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Caso Lampare, Trani a capo: «Scandaloso come l'amministrazione continui a sbagliare»

«È scandaloso che il Comune di Trani continui ad affermare in atti pubblici che la società “Le Lampare” non debba pagare i 60mila euro spesi per la manutenzione straordinaria del lastrico solare della chiesa di Sant’Antuono. Sono mesi che denunciamo il fatto che quei soldi devono essere pagati dal signor Del Curatolo, perché mai nessuno gli ha detto che poteva fare quei lavori e che la spesa sarebbe stata scomputata dai canoni di locazione. Anzi, nelle carte è scritto l’esatto contrario». Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani#ACapo, torna su una vicenda scoperchiata proprio dal movimento. Nei giorni scorsi il dirigente dell’area lavori pubblici del Comune ha firmato una determina dirigenziale con cui effettua “l’accertamento di entrata».

In sostanza il dirigente prende atto delle somme pagate dal titolare delle Lampare al Fortino nel 2016 (atto propedeutico alla sottoscrizione di una dilazione di pagamento), ma dal conteggio totale dei soldi dovuti dal ristorante al Comune di Trani, come stabilito da una delibera di Giunta del 6 settembre 2016, vengono stralciati i 60mila euro per i lavori straordinari al lastrico solare, facendo scendere i 251.298,18 euro che Del Curatolo doveva al Comune di Trani al mese di luglio 2016 alla somma 191.298,18 euro.

«Il permesso di costruire rilasciato nel 2007 al signor Del Curatolo precisa chiaramente che il Comune resta sollevato da eventuali richieste di partecipazione nelle spese che verranno sostenute nell’esecuzione dei lavori di demolizione e ricostruzione del solaio, spese che dovranno rimanere a totale ed esclusivo carico del richiedente, senza nulla a pretendere. Lo scandalo sta nel fatto che la Giunta, prima di deliberare di scomputare quei 60mila euro non si sia preoccupata di verificare i documenti. E ora il sindaco ci provasse neanche a scaricare la responsabilità sui dirigenti, perché come abbiamo denunciato più volte Bottaro non ha mai chiesto a nessuno se Del Curatolo avesse diritto a quei soldi, ma solo se tecnicamente fosse possibile effettuare lo scomputo della cifra e se la spesa fosse congrua con i lavori effettuati. Noi lo abbiamo avvisato, in tutti i modi, ma ci ha ignorato. Quindi riteniamo che abbia volutamente evitato di capire se Del Curatolo dovesse o meno quei soldi. Eppure il permesso a costruire è stato firmato da un funzionario comunale tutt’ora (inspiegabilmente) in servizio a Trani e che il sindaco tiene molto in considerazione».

«Invitiamo ancora una volta il dirigente dell’area lavori pubblici e la Giunta comunale a revocare in autotutela i rispettivi provvedimenti e ad approfondire quello che scriviamo da tempo», concludono i consiglieri comunali di Trani#ACapo, Aldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi. «È già fin troppo scandaloso che si sia concesso a un privato di maturare oltre 250mila euro di debiti per fitti non pagati e che gli sia persino stato concesso il rinnovo della locazione, vicende su cui abbiamo chiesto un approfondimento da parte della Procura della Repubblica e della Procura della Corte dei Conti. Senza parlare della vicenda della presunta sconsacrazione, smentita dalla Chiesa. Decidere deliberatamente e ingiustificatamente di rinunciare a 60mila euro ci sembra un fatto ulteriormente grave, da ogni punto di vista. Ci auguriamo che dopo averci ignorato per un anno, l’amministrazione faccia un passo indietro e ammetta di aver fatto l’ennesimo grave errore».

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(n.d.r.) La società ha preannunciato replica a breve.

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