In nome e per conto della società “Le Lampare s.a.s.”, siamo costretti ad intervenire nuovamente sulle deliranti quanto calunniose affermazioni del movimento politico Trani a Capo, espresse nell’articolo apparso sulla Vs testata on line in data di ieri, preannunziando ulteriori azioni penali e civili a carico degli esponenti.
Il suddetto gruppo politico, infatti, si era già reso autore di precedenti articoli diffamatori, tanto da determinare la società nostra Assistita ad inoltrare denunzia querela presso la procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani.
Pende infatti procedimento penale a carico dei consiglieri comunali di “Trani a Capo” e del responsabile politico del Movimento, dr. Antonio Procacci, per avere divulgato notizie non rispondenti al vero riguardanti il ristorante “Le Lampare al Fortino” con grave danno all'immagine.
Il tentativo di adombrare “presunti favoritismi” da parte della pubblica amministrazione verso la società “Le Lampare s.a.s.” è smentito dalla documentazione agli atti della stessa Pa, ben nota ai consiglieri del citato movimento e volutamente ignorata al solo scopo di gettare discredito.
È inaudito che, per una bagarre tutta politica, al solo fine di garantirsi visibilità a buon mercato, si coinvolgano e travolgano operatori commerciali che hanno, quale unico obiettivo, quello di svolgere la propria attività lavorativa dalla quale, per altro, scaturiscono ricadute positive per l'economia del territorio.
Pertanto, nel rigettare ogni accusa di mancato rispetto delle regole imposte dalla legge, o di avere goduto di qualsivoglia agevolazione, e ferma restando l’intenzione espressa dalla società Le Lampare s.a.s. di denunziare per calunnia gli autori delle affermazioni contenute nell’articolo richiamato, sollecitiamo l'amministrazione comunale a rendere pubblici tutti gli atti relativi al lungo e travagliato percorso di definizione della vicenda che ha visto coinvolta la società “Le Lampare s.a.s.”, la quale ad oggi rispetta in modo pedissequo e attento tutte le richieste formulate dalla Pa, procedendo con regolarità certosina al pagamento dei canoni richiesti (ammontanti ad €.5.555,00 mensili) e avendo posto a garanzia del credito polizza fideiussoria.
Avvocati Luigi e Giuseppina Chiarello

