In occasione del consiglio comunale del 9 marzo ho denunciato pubblicamente operazioni di esumazione di defunti, senza attendere il decorso degli anni previsti dalle norme di concessione del loculo e senza rispettare le procedure di legge in materia di esumazione “contra legem” i cui responsabili, secondo il modesto parere della sottoscritta, sono incorsi nel reato di vilipendio di cadavere, naturalmente il tutto finalizzato alla vendita di loculi a privati cittadini ricevendone somme di denaro in violazione di tutte le norme che disciplinano la materia.
Tale episodio di esumazione truffaldina è capitato alla sottoscritta in quanto i nonni di mio padre sono stati esumati prima ancora della scadenza di concessione del loculo con l'aggravante di non essere stati avvisati di ciò che si stava perpetrando alla nostra completa insaputa, naturalmente a dispetto di quanto stabilisce la legge;
Gli articoli 410 e 413 del codice penale tutelano il sentimento di pietà verso il defunto che viene offeso da comportamenti rivolti contro il cadavere del defunto o contro le sue ceneri.
Pertanto, chiedo di conoscere: se, oltre al caso della sottoscritta, ce ne siano altri simili; chi autorizzi questi "stermini" di defunti; se esistano ordinanze del signor sindaco, ai sensi dell'articolo 82 comma 4 Dpr 285/90; fino a quando dovrà durare questo business dei defunti; chi dovrà assumersi il dovere e l’onere del ripristino del loculo appartenente ai nonni della mia famiglia; se tale fatto sia stato commesso a fine di procurare a sé, o ad altri, un vantaggio, arrecando ad altri un danno.
Raffaella Merra – Consigliere comunale a Trani di Direzione Italia

