Il ticchettio delle macchine per scrivere, accompagnato dagli effluvi un calice di vino rigorosamente rosso e selezionato: la sintesi perfetta di cultura, tradizione enogastronomica e promozione di un turismo di qualità.
Vin a Trani è partito ufficialmente stamani, al Polo museale, con una bella manifestazione che ha esaltato le ricchezze della Fondazione Seca, da una parte, e degli organizzatori dell'evento, Francesca De Leonardis e Michele Matera, dall'altra.
I padroni di casa, Natale Pagano e Isabella Ciccolella, rispettivamente ideatore e presidente della fondazione, hanno fornito ad alcuni giornalisti specializzati - Gigi Brozzoni, Michele Peragine, Luciano Pignataro, Stefano Tesi - una serie di storiche, stupende e perfettamente funzionanti macchine per scrivere: due Olivetti, M20 e Lettera 22; due Royal Deluxe, Quiet e H10.
Con queste, i rappresentanti della carta stampata hanno davvero ho scritto su carta, come si faceva un tempo, altrettanti pezzi che riportassero le loro impressioni e sensazioni fra il potere evocativo del vino ed il patrimonio storico e culturale di Trani.
La sintesi, pressoché perfetta, è stata poi letta nel salone delle conferenze del Polo museale nella prima parte della corposa manifestazione che proseguirà in serata, presso Palazzo San Giorgio con promozioni e degustazioni.














