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Trani e le colonne miliari della via Traiana, Cuccovillo (circolo Pertini): «Ne abbiamo poche, aiutateci a ritrovare le altre»

Il rilancio economico di Trani è indubbiamente legato allo sviluppo del turismo ed alla sua storia delle tante nostre bellezze che hanno bisogno di essere attualizzate e non disperse anzi al contrario essere ritrovate in modo da evidenziare quelle che è stata l’anima e l’essenza della nostra città.

Un segno tangibile della storia dei nostri comprensori è rappresentata dai cippi miliari della via Traiana, inaugurata nel 113 d.C, che erano ubicati in citta’ .

Di tutte queste attualmente sono visibili solo 6 in villa comunale (facendo da cornice al busto di G.Beltrani) e che sono da ritenersi “abbandonate” in quanto esposte non solo alle intemperie e senza manutenzione (pulitura ecc.) da ille tempore ma anche perché non accompagnate da alcuna indicazione e spiegazione utile alla comprensione della loro storia.

E le altre che fine hanno fatto?

Come associazione socio-culturale “Il Presidente SANDRO PERTINI” si è deciso di verificare quanto del nostro patrimonio di beni immobili (censiti ufficialmente ad inizio ‘900) siano ancora esistenti e farli “ risorgere” dall’oblio o da siti privati in modo da farne ricchezza diffusa per gli occhi e la mente dei tranesi e dei turisti.

Abbiamo iniziato dalle pietre miliari e sono state effettuate ricerche innanzitutto presso la nostra biblioteca Comunale e quella Nazionale di Firenze ed oggi siamo in condizioni non solo di offrire agli amanti della città la storia di esse ma innanzitutto l’ubicazione di altre tre unitamente alle relative foto.

Ben conservata è la pietra miliare contrassegnata dal miglio LXXXXIX (foto n.1), che trovasi in uno degli uffici del Tribunale di Trani. Il secondo ritrovamento (foto n.2) pur trovandosi a qualche metro dal primo, è in pessime condizioni,abbandonato fra le erbacce e con le scritte ormai inesistenti.

A proposito di scritte ormai erose dal tempo occorre sapere che i miliari posti in Villa Comunale, durante l’ultima guerra mondiale furono in parte reincìsi poiché illeggibili, a causa dell’usura del tempo, essendo il calcare del manufatto soggetto a sfaldamento da parte degli agenti atmosferici.

Altro ritrovamento è la colonna miliare citata nel volume “Le epigrafe romane di Canosa” (foto n.3) che venne rinvenuta spezzata e riutilizzata come paracarro in una villa del XVII secolo in contrada Le Tufare. Attualmente trovasi in una villa a Capirro ed il proprietario ci ha comunicato che “gli è stata affidata in custodia dalla Sovrintendenza Archeologica di Taranto, ed è a disposizione degli studiosi.”

Noi appassionati, per ora ci fermiamo qui ma FACCIAMO APPELLO alla politica affinchè anche queste tre colone siano rese visibili a TUTTI i cittadini e conoscendo la sensibilità dell’ass. alle Culture Felice di Lernia, gli chiediamo di valorizzarle con delle didascalie e cartelli esplicativi.

NOI siamo a disposizione (gratuitamente) per predisporre le scritte informative mentre i cittadini che fossero a conoscenza di “parcheggiamenti” presso privati possono segnalarcelo ad asso.ilpresidentesandropertini@gmail.com. Impegniamoci TUTTI INSIEME per il turismo nella nostra TRANI. Con questi arricchimenti si potrebbe realizzare un percorso culturale anche con le sale del Monastero di Colonna che saranno sede di Museo archeologico.

Ma com’erano questi cippi litici di forma cilindrica con numerazione indicante la distanza in miglia (1 miglio romano = 1480 m.circa) ? L’arcidiacono Perna le descrive “Era ciascuna alta sei palmi e tre quarti,diametro della grossezza di palmi due, il grosso di mezzo aveva una bella cornice ben lavorata a rilievo…e con una epigrafe, uguale per tutti che recitava:

LXXXIV
IMP.CAESAR.
DIVI NERVAE F.
NERVA TRAINUS
AUG.GERM.DACIC.
PONT.MAX.TRIB.POT.
XIII IMP.VI COS. V
P.P.
VIAM A BENEVENTO
BRUNDUSIUM PECUN
SUA FACIT

“L’Imperatore Nerva traiano.figlio di Nerva,
Germanico, Dacico, Pontefice Massimo,
al XIII anno di Tribunato, VI di Imperatore,
V di Consolato, Padre della patria, fece
la strada che da Benevento porta a Brindisi
con il suo denaro”.

Lo storico F. Festa nella sua Storia di Trani ne attribuisce una quarantina tra intere, rotte e spezzate , ma che alla data di pubblicazione del libro se ne contavano di intere solo 13. Più preciso è V.Manfredi che nel secondo degli Zibaldoni ricorda che nel 1737 per ordine di Mons. G. Davanzati furono numerate ed inventariate, insieme ad altri oggetti di antichità, 11 colonne miliari.

Tale notizia risulta confermata dal noto archeologo F.M.Pratilli che nel 1745 attestò che “ Nella città di Trani si vedono solo 11 colonne segnate con i numeri: LXXXIV LXXXIX XCVI IC CL CIII CVIII CXII LXXXII.

Le migliori sono quelle con i numeri LXXXXIV sita davanti alla casa dei Signori Pedagna (ndr oggi sede del Tribunale) e la LXXXIX sulla porta del palazzo Lambertini di proprietà delle suore di S.Giovanni. Delle altre 9, quattro a casa Carcano, due col numero rotto e le altre due segnate con IC e CXII. Un’altra è sotto la casa dei Signori Campitelli poco distante dal monastero (oggi sede dell’Agenzia del territorio/ catasto) col numero CIII.

Un’altra nei pressi del Palazzo Arcivescovile col numero CL. Le altre quasi tutte seppellite:quella contrassegnata XCVI è davanti alla casa Carcano; la seconda presso il Duomo con il numero LXXXII; la terza trovasi sotto la finestra del carcere ecclesiastico col numero CVIII”.

Nonostante tale chiarezza, abbiamo preferito approfondire la ricerca ed ecco che F. Lambert, proprietario del palazzo nella piazza a lui dedicata,nel suo Foliario scrive che delle colonne miliari fra Benevento e Ruvo, n.10 si trovano a Trani e sono quelle che figurano coi numeri dall’84 al 112 con quest’ultima allocata nel suo cortile donatagli dal proprietario D. Carcano nel 1901.

Purtroppo nonostante gli eredi di Lambert risiedono in detto palazzo non siamo riusciti ad accedere nel cortile per verificare se ancora è ivi esistente (e quindi chiedere di cederlo alla città unitamente agli altri ritrovamenti).

Infine abbiamo esaminato il libro “ I monumenti di arte e storia tuttora conservati in Trani” di F.Sarlo (architetto ed ispettore onorario) con dedica ad A. Prologo nel 1890 ed abbiamo rilevato che le colonne rimaste erano nove di cui 3 in villa municipale.
Del miliare esistente in villa ma non visibile, di quello legato al monumento ai caduti, dell’altro trasferito in Bisceglie, di altre opere scultoree pubbliche collocate in case private, sul perchè giunsero a noi, quali furono i collegamenti (diverticulum),ecc. rimandiamo ad una prossimo comunicato.

Noi abbiamo iniziato un percorso. Ai cittadini ed alla politica, il dovere ed il piacere di renderlo agevole e fruttuoso per TRANI.

ASSOC. “ Il Presidente SANDRO PERTINI
Il Responsabile dr. N. Cuccovillo


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