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Pala meccanica rubata nella discarica di Trani, Vigilanza notturna e due suoi dipendenti condannati a pagare 200mila euro

È pesantissima la sentenza che il giudice monocratico del Tribunale di Trani, Francesca Pastore, ha emesso a carico della Vigilanza notturna tranese, e di due suoi dipendenti: sono stati condannati a pagare, complessivamente, oltre 200mila euro per le responsabilità omissive accertate in merito al furto di una pala meccanica, avvenuto il 29 agosto 2008 nella discarica di Trani.

Amiu aveva citato in giudizio la cooperativa, che a sua volta ha chiamato in causa gli impiegati in servizio nei giorni oggetto del contendere. Nel giudizio, inoltre, è convenuta anche la Ugf assicurazioni, con cui Amiu aveva stipulato la polizza per la tutela dei suoi beni, mobili e immobili.

L'episodio avvenne di notte, intorno all'1.50, ad opera di ignoti che misero in moto il mezzo meccanico cingolato, acquistato solo sei mesi prima e che si trovava sul fondo della discarica, portandolo fuori indisturbati e facendolo svanire nel nulla. La notte precedente qualcuno si era introdotto nella discarica e aveva messo fuori uso quattro fari di illuminazione ed altrettante videocamere.

La compagnia aveva riconosciuto ad Amiu un indennizzo di 135.000 euro, con uno scoperto di 58.000. Inoltre l'azienda aveva dovuto sostenere altre spese, per 10.000 euro, per la riparazione di quanto danneggiato la notte precedente al furto della pala.

La Vigilanza notturna si è difesa affermando che il contratto prevedeva un solo vigilante per turno, circostanza non sufficiente alla sorveglianza dei ben 30 ettari della discarica di Trani. Inoltre, sempre secondo la cooperativa, la videosorveglianza non era ben funzionante e, dunque, la cooperativa rigettava ogni responsabilità omissiva, poiché sarebbe stata la stessa discarica ad essere stata tenuta in cattive condizioni.

Il giudice, però, ascoltate tutte le parti, ha valutato che «una pala meccanica cingolata non si muove di certo a gran velocità e dunque, a prescindere del fatto se i monitor funzionassero tutti, e bene, nonché delle dimensioni della discarica, il furto di un mezzo siffatto dalla discarica costituisce completa e plateale e violazione degli obblighi di custodia assunti per contratto dalla Vigilanza e, per quanto riguarda i due metronotte, degli obblighi verso il datore di lavoro per l'attività lavorativa espletata».

A chiarire ulteriormente le circostanze dell'episodio, il teste Michele Zecchillo, direttore della discarica all'epoca dei fatti, che ha illustrato dotazione e funzionamento di monitor e fari e spiegando che il gabbiotto della vigilanza «era frequentato assiduamente, tanto che eventuali malfunzionamenti erano segnalati e risolti».

Inoltre, dalle testimonianze è emerso che il guardiano unico avrebbe dovuto girare per la discarica con un'autovettura e, se ciò fosse avvenuto, si sarebbe almeno avveduto del fatto che alcuni fari erano stati messi fuori uso mentre, dalle relazioni di servizio dei due guardiani, risultava tutto regolare.

Il giudice, pertanto, ha disposto il pagamento da parte della Vigilanza notturna tranese, in favore di Amiu (difesa dall'avvocato Stefano Corallo), dello scoperto di 58.000 euro, oltre interessi legali.

E ha ordinato alla stessa cooperativa, ed ai due metronotte in solido, il pagamento in favore di Ugf di 135.000 euro, oltre interessi legali, per effetto del diritto di surrogazione ex articolo 1916 del codice civile.

Ed infine il pagamento in solido, da parte degli stessi tre soggetti, di altri 10.000 euro per le spese sostenute per la riparazione di fari e videocamere asportati.

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