«Quelle cabine vanno rimosse, perché costruite in violazione di legge. Ci sono delle irregolarità gravissime». Questo quanto detto da Emanuele Tomasicchio, in merito al gruppo di riduzione del gas installato in piazza Gradenigo (nota come sant’Agostino) e che stanno per sorgere anche in piazza Garibaldi (detta piazza san Michele) e piazza della Repubblica.
Primo motivo di violazione, l’assenza di un permesso a costruire. «Si tratta di uno spostamento delle cabine del gas metano dal sottosuolo al soprasuolo. Siccome è una modifica stabile alla modifica del territorio, è indispensabile il permesso a costruire, che non c’è. C’è solo una autorizzazione dell’ufficio tecnico».
Essendo in zona A del Piano regolatore, inoltre, servirebbe il nulla osta della Soprintendenza. «Secondo il codice urbano sui beni culturali, queste tre piazze sono tutte vincolate ex lege quindi ci vorrebbe comunque il nulla osta della Soprintendenza». Ed è il consiglio comunale che deve decidere le varianti del Piano regolatore.
«C’è un progetto sulla rete del metano approvato dal consiglio comunale nel 1980, quindi bisogna venire in consiglio comunale ad approvare il nuovo progetto. Abbiamo delle ditte che non conosciamo, perché il contratto del 1980 fu stipulato con l’Italcogim, alla quale sono subentrate altre aziende, ma il Comune di Trani deve autorizzare questi subentri. Cosa ancora più grave, il contratto è stato stipulato il 23 settembre 2009. A giugno 2012, è scaduto. Da cinque anni, chi sta gestendo la rete del gas? A che titolo mi chiede i soldi? A che titolo io pago? E soprattutto, perché, se mi chiede di realizzare quelle opere, poi i lavori vengono effettuati da una altra ditta, che noi abbiamo individuato sui cartelli del cantiere? L’Antimafia dice che il subappalto deve essere autorizzato dalla stazione appaltante».
Ultimo ma non per ultimo, per Tomasicchio, il «dato politico: siamo legatissimi a quelle tre piazze, che sono patrimonio del sentire del cittadino, e il cittadino deve decidere di non vedere quei mostri. Il consiglio comunale, che rappresenta i cittadini, può decidere sulle proprie piazze, o lo deve fare un ingegnere di una multinazionale che di Trani non sa niente?».
Questa è stata la prima conferenza stampa unitaria per Emanuele Tomasicchio, ex candidato sindaco di area di centrodestra ed ora consigliere comunale con Fratelli d’Italia – An, e Raimondo Lima, capogruppo del partito nel consiglio comunale di Trani, che ha aggiunto: «Assistiamo a un colpo al cuore del centro storico di Trani. Fa sorridere il comportamento della Soprintendenza, se pensiamo al suo comportamento sul muro di villa Bini e al sottopasso di via De Robertis. Per i cittadini, oltre al danno la beffa. Si trovano un arredo urbano completamente disastrato ed ora queste cabine, con gravi illegittimità negli atti».
Alla conferenza stampa erano presenti il segretario del partito, Gino Simone, e il consigliere comunale di maggioranza Anna Maria Barresi.
Federica G. Porcelli


