«Presto saremo chiamati ad operare scelte chiare e decisive, senza svilire l'azienda, ma valorizzandola al meglio con qualcuno che ci fortifichi le spalle». In altre parole, joint venture in arrivo e uno, o più privati, pronti ad affiancare il Comune di Trani, che ne resterà socio di maggioranza, nella compagine azionaria di Amet. È questo lo scenario che emerge dalle dichiarazioni, peraltro di massima, del sindaco, Amedeo Bottaro, facendo il punto della situazione sul percorso di definizione del futuro della società di piazza Plebiscito.
LA SCADENZA DI METÀ 2018
Infatti, manca ormai poco più di un anno all'appuntamento del 30 giugno 2018, quando cesserà il mercato tutelato e la corrente elettrica si potrà liberamente vendere sulla piazza, circostanza che priverebbe Amet di un pacchetto clienti finora blindato, per la sua natura di ex municipalizzata. Inoltre, vi è anche il problema di gestire altri servizi quali sosta a pagamento, assistenza ai diportisti della darsena e trasporto pubblico locale, per i quali la giunta comunale ha già indicato la dismissione: alla Ernst & Young, incaricata di redigere il piano industriale, il compito di valutare, oggettivamente, se mantenerli ancora operativi o passarli ad altro soggetto.
«IL CORE BUSINESS RESTA LA LUCE»
«Ey ci ha consegnato delle linee guida del piano, evidenziando ad Amet ed al socio (il Comune di Trani, ndr) - spiega il sindaco - i diversi scenari e possibilità di sviluppo e/o sopravvivenza dell'azienda. È un lavoro che non giunge assolutamente a conclusioni, ma deve semplicemente mettere in condizione chi deve fare una scelta di farla nella maniera più consapevole». Quali, allora, i primi risultati? «Il core business dell'azienda è e resta l'elettricità - risponde Bottaro -. Amet, in questo momento, si regge fortunatamente sull'elettricità, perché il 90 per cento del fatturato ruota tra distribuzione e vendita di luce. Trasporto pubblico locale, parcheggi e darsena incidono limitatamente sul bilancio dell'azienda, ma questo non significa dismetterli, ma valutarli in un quadro strategico nuovo, che è quello di fine 2018».
«LA NECESSITÀ DI UN PARTNER»
Infatti, il mercato totalmente libero non fa dormire sonni tranquilli: «Enel, ad esempio - riprende Bottaro - comprerà e rivenderà l'energia ad un prezzo decisamente più concorrenziale rispetto a quello di Amet. Questo significa che il pacchetto di clienti di Amet sarà aggredito da tutti quei competitor che, comprando l'energia ad un prezzo decisamente più basso di Amet, saranno in grado di "rubarsi" da Amet il pacchetto clienti offrendo loro condizioni più vantaggiose. Questo è lo scenario che Ey ha dipinto, con le relative implicazioni. Sulla base del dettagliato piano industriale saremo chiamati ad compiere la scelta migliore per il futuro di Amet. I consiglieri comunali hanno tutti ricevuto le linee guida e, dunque, ciascuno potrà operare le proprie valutazioni e, poi, ci confronteremo nell'assemblea elettiva per prendere, insieme, le decisioni da portare avanti».


