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Consiglio comunale di Trani, sull'approvazione del Piano economico finanziario la maggioranza è spaccata

È stato invertito l’ordine del giorno, per cui l’aula discute del Pef, piano esecutivo finanziario relativo al servizio di igiene urbana anno 2017.

Relaziona l’assessore Lignola: «Non facciamo a cuor leggero questo atto di aumentare l’imposta, ma non possiamo nemmeno mettere la testa sotto la sabbia. Le colpe di questo aumento sono tante: una nostra responsabilità, non aver portato a termine la raccolta differenziata. Ci portiamo sulle spalle un fardello pesante. Il problema è nello smaltimento dei rifiuti. Ci sono città che mantengono le tasse stabili, altre città che hanno una raccolta differenziata molto più alta e nonostante ciò un aumento dei costi. Secondo me la prima soluzione possibile è la seria lotta all’evasione. Su questo c’è, all’interno della maggioranza, un confronto acceso: io ed altri siamo del parere di esternalizzare il servizio, altri no. Secondo obiettivo, ridurre la produzione di rifiuti e accelerare il meccanismo della raccolta differenziata, che nel Pef è prevista per novembre». Il dirigente Pedone relaziona ricordando praticamente quanto già detto nel corso della conferenza stampa dei giorni scorsi aggiungendo che «si spera che per il 2017 si assesti a 12.100.000 euro».

Interventi dei consiglieri.

Briguglio: «Avrei gradito la presenza del sindaco per questo provvedimento importante per il futuro di questa città». Il consigliere riprende sostanzialmente quanto detto nella nota stampa diramata oggi dicendo che non voterà il provvedimento e aggiungendo: «Non c’è un protocollo che tranquillizzi il cittadino per le tasse da pagare nel futuro, non c’è un progetto serio sulla differenziata, che non sappiamo nemmeno come gestire. Gli esercenti sono incazzati, scusate se uso questo termine».

De Laurentis: «È un provvedimento impopolare, insostenibile per tante famiglie che già oggi non sono in grado di pagare. Il provvedimento è stato guardato per mesi (è di novembre) da qualcuno ma non da noi consiglieri che ci dobbiamo prendere la responsabilità di queste scelte impopolari e ingiustificate. E avevo proposto in terza commissione degli incentivi per alcune categorie. Questo provvedimento non rientra negli indirizzi di governo quindi non parteciperò al voto. Uscirò dall’aula al momento del voto».

Lima: «Voteremo in maniera contraria. Prendo atto dell’assenza del sindaco che in situazioni così serie non si fa vedere. E prendo atto che siamo già in campagna elettorale, data la crisi della maggioranza».

De Toma: «Stiamo parlando di un Pef e quindi della gestione dei rifiuti a Trani, malgestione che peserà sulle casse comunali ma che sta pesando anche sulla nostra salute. Avevamo parlato del trattamento dei rifiuti, Vendola bloccò i termovalorizzatori e sovraccaricò una discarica che non ha retto più. Per come state governando la città, state facendo a noi una grande campagna elettorale».

Cinquepalmi: «Perché noi paghiamo di più la Tari rispetto agli altri Comuni dell’Aro? Questo dimostra il fallimento della politica sui rifiuti, da parte di questa amministrazione. State continuando a danneggiare i cittadini. Bisognerebbe fare una gara per l’affidamento del servizio, pessimo, dell’Amiu».

Barresi: «È aumentato il costo dei trasporti in discarica. Che fine ha fatto la ricicleria? Il servizio dell’Amiu è pessimo, con cassonetti rotti, sporcizia, per non parlare della discarica che continua ad inquinare la falda e l’aria. Le cose non vengono decise con noi ma, oltre ai miei più di 500 voti, state facendo un torto ai cittadini, a tutta la città di Trani. Si è perso di vista l’obiettivo che abbiamo. Io uscirò dall’aula perché questo non è un provvedimento a favore della mia città».

Zitoli: «La cittadinanza chiede un servizio consistente ed economicamente sostenibile. Il servizio è inefficiente, e chi della raccolta differenziata ha fatto uno stile di vita non viene incentivato. Se partirà nel novembre 2017, siamo certi di avere un calo del tributo e dei rifiuti conferiti? Qual è lo scenario per il 2018? Quale misura adotteremo in caso di evasione, che può pregiudicare la copertura dei costi del servizio? È stato predisposto un piano di lotta all’evasione? Annuncio che non parteciperò al voto sia per quanto riguarda il Pef che per quanto riguarda la Tari».

Ventura: «Votiamo a favore di questo provvedimento. Voglio dire ai cittadini che sono arrabbiati per questo provvedimento che è l’ultima cosa che un amministratore vorrebbe fare, aumentare le imposte. Nel Pef che stiamo approvando il costo del contratto di servizio con l’azienda è invariato, in linea con quelli pagati negli altri comuni, sia dove ci sono società private sia dove ci sono società pubbliche. Nel medio periodo avremo un risparmio sul Pef».

T. Laurora: «I cittadini non capiscono perché questo aumento della tassa a fronte di un servizio sempre più scadente. Chiedo delle garanzie, dei chiarimenti. È stato fatto il controllo analogo? Non è una discrezionalità, ma un obbligo. Le cifre rendicontate dall’Amiu sono congrue? È stato fatto tutto il possibile per non aumentare la tassa? Sono convinte che ci fossero delle alternative. Non sono d’accordo con questo modo di fare. Andavano lasciati invariati il Pef e la Tari aumentando le spese all’azienda».

Tolomeo: «Ci siamo trovati dinnanzi a una grande difficoltà, quella dell’aumento dei costi. Mi appello alla collaborazione di tutta l’amministrazione affinché il servizio sia migliore e i costi siano ottimizzati per il futuro».

Corrado: «Il problema vostro ricade adesso sui cittadini. Non siamo forti politicamente, come presidente della provincia ho assistito ai tanti proclami e dico che chi ha gestito male i rifiuti è la Regione Puglia, a distanza di un anno e mezzo non ha un piano strategico dei rifiuti. Non abbandonerò l’aula ma voterò contro. Io non abbandono l’aula su provvedimenti che riguardano la città. Ci importa poco delle vostre beghe interne».

Nenna: «In questa assise si deve immaginare il futuro della città, perché la politica nasce dal confronto e dal dibattito. Ai cittadini dobbiamo dire che la scelta che stiamo per compiere, anche se impopolare, è la migliore per tutti. Dell’aumento del costo si sa dal 2 novembre 2016, tuttavia della vicenda siamo stati investiti solo il 24 marzo del 2017. Questa modalità di intervento costantemente emergenziale non ci consente di esprimere a pieno il nostro ruolo di consiglieri. Non posso dare fiducia incondizionata su provvedimenti che chiedono sacrifici ai cittadini. Non posso votare e chiedo che a questo dissenso segua un dialogo più costante sui provvedimenti».

Marinaro: «Il Pef era in possesso dell’ente già da novembre, ma ci è stato trasmesso solo pochi giorni fa, aumento della Tari compreso. Un aumento che colpirà gravemente cittadini ed attività produttive e che avremmo potuto evitare intervenendo sulla genesi del provvedimento, non a giochi fatti. Uscirò dall’aula al momento del voto».

È avvenuta poi una interruzione.

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