La mancata approvazione del Piano rifiuti, e di conseguenza dell'aumento della Tari, ha messo in crisi l'amministrazione del sindaco Amedeo Bottaro e fatto tirare un apparente sospiro di sollievo ai cittadini, che sanno che, a questo punto, la Tari non aumenterà.
Infatti, poiché la scadenza di approvazione del Pef era fissata a ieri, 31 marzo, a questo punto si ritorna a quello dello scorso anno con le stesse tariffe. Le conseguenze sono assolutamente favorevoli oggi, ma tutte da chiarire domani.
Non va dimenticato, infatti, che l'amministrazione comunale dovrà portare in consiglio un debito fuori bilancio da un milione di euro per le maggiori spese sostenute proprio lo scorso anno, quando, con quel piano finanziario, si sono dovuti sostenere costi di smaltimento maggiori che non si sarebbero potuti coprire con quel bilancio e vanno coperti adesso, con un provvedimento ad hoc.
Allo stesso modo si profilerebbe un altro debito fuori bilancio da un milione di euro, da riconoscere fra un anno, proprio in conseguenza del mancato ritocco del Piano economico finanziario a causa della mancanza del numero legale al termine della seduta di ieri. Lo scrive il consigliere del Partito democratico, Nicola Ventura.
«Sento tanti colleghi consiglieri, oggi, vantarsi perché avrebbero impedito, con il loro comportamento ostruzionistico, l'aumento della Tari. Quello che nessuno dice è che con il loro comportamento hanno scientemente prodotto un debito di circa un milione di euro a carico del bilancio comunale. Quindi il problema non è risolto, ma spostato sulle spalle dei cittadini in altro modo (sopratutto sulle fasce più deboli che avrebbero potuto beneficiare delle esenzioni TARI e che invece adesso riceveranno probabilmente meno servizi), peraltro violando la legge».
Il consigliere fa notare che «nessuno dice, infatti, che la Tari deve coprire per legge il costo del servizio e che il costo dei servizi offerti da Amiu era rimasto invariato ed è sostanzialmente in linea con i costi che pagano gli altri Comuni anche lì dove il servizio è offerto da una società privata (spesso anzi tali Comuni ricevono meno servizi e sono costretti a pagare ogni servizio di raccolta straordinaria non previsto in contratto). L'aumento della Tari era dunque dovuto, quasi esclusivamente, all'aumento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica (è noto che la discarica di Trani è chiusa e che dobbiamo conferire i rifiuti in altre discariche sopportando costi più che quadruplicati)».
Ventura, poi, passa a ricordare che «nell'aumento della Tari era incluso anche il costo per l'avvio della raccolta differenziata in tutta la città a partire dal mese di novembre. La raccolta differenziata è l'unico modo per ottenere una riduzione della Tari, diminuendo il rifiuto indifferenziato e risparmiando così gli altissimi costi di conferimento in discarica».
E conclude: «La nostra è un'Amministrazione seria che non trucca i conti e i bilanci (come spesso è stato fatto in passato) e dice sempre ai cittadini come stanno le cose. Per questo, scappare dall'aula ieri non ha risolto il problema».

