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Tari a Trani, il consiglio approva gli aumenti. Resta da verificare la legittimità del provvedimento

Sono così iniziate le dichiarazioni di voto sul punto successivo, cioè l’aumento della Tari, direttamente consequenziale all’approvazione del Pef.

Ventura: «Preannuncio voto favorevole dei consiglieri del Pd presenti in aula».

Tomasicchio: «Trasmetterò gli atti in Procura perché in assenza della metà dei consiglieri la votazione non può essere fatta. Io uscirò dall’aula».

Procacci: «Anche noi trasmetteremo tutto alla Procura ed usciamo dall’aula perché dopo il 31 marzo le tariffe Tari non si possono più approvare».

F. Laurora: «Preannuncio voto favorevole. Speravamo in un abbassamento delle tariffe ma nessuno è riuscito a proporci in che modo. Spero che si possa attuare quanto prima la raccolta differenziata, anche se occorrerebbero delle risorse economiche ed umane in più. In aula ci sarebbero dovuti essere il presidente dell’Amiu e il collegio dei revisori. Da quando la nomina non è più politica, io non conosco fisicamente chi siano questi soggetti. Esprimono pareri favorevoli senza alcuna motivazione».

De Toma: «Non voterò. Tutto questo è dovuto all’assenza della raccolta differenziata a Trani. State penalizzando i cittadini di Trani per colpe che non hanno, e per una percentuale del 15 per cento state penalizzando anche le aziende. Per anni la Regione ha fatto scaricare i rifiuti nella nostra discarica».

Barresi: «Oggi non vedo, in questo consiglio comunale, dignità. A noi consiglieri viene lasciata una responsabilità solo per dare il nome di chi sarà colpevole dell’aumento della Tari. Questo modo di amministrare non è idoneo».

Cinquepalmi: «È contro la legge che il contratto di servizio vada in proroga. Questa è una amministrazione che i numeri non li legge proprio».

Loconte: «Ho visto tanta propaganda e populismo in questi giorni in aula. Purtroppo c’è un costo superiore a quanto previsto, non coprirlo ora significa portarlo successivamente come debito fuori bilancio. Noi non vogliamo fare come gli altri, cioè nascondere le cose e farle uscire dopo. Noi votiamo favorevolmente. Anche noi consiglieri comunque paghiamo la Tari».

Merra: «Davanti ai cittadini stiamo dando una impressione sbagliata di noi». La consigliera, visibilmente provata, piange dicendo: «Sono ogni giorno a contatto con gente che ha difficoltà. Avrei preferito che noi consiglieri fossimo tutti insieme. Resterò in aula e voterò contro l’aumento della Tari e avrei preferito che i consiglieri fossero con me a lottare per i cittadini. Mi assumerò le responsabilità perché non sono stata eletta per uscire dall’aula, mi interessa della mia città, dei miei concittadini che in questo momento delicato ci stanno rimettendo».

Con 12 voti favorevoli e un contrario, la proposta viene approvata.

Ritirato dall'amministrazione un punto all'ordine del giorno per assenza del parere dei revisori, il successivo, un debito fuori bilancio, viene approvato con 16 voti favorevoli e un astenuto.

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