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Aumento Tari a Trani, Fratelli d'Italia: «I dissidenti mandino a casa Bottaro». Sui provvedimenti, esposto in Procura e ricorso al Tar

«L'amministrazione Bottaro è chiaramente ai titoli di coda. Non ha più i numeri per amministrare la città, ne prenda atto e vada a casa. Altre soluzioni sarebbero solo trasformiste, a cominciare dal ventilato allargamento della maggioranza». Così il capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, aprendo la conferenza stampa presso la sede locale e provinciale del partito, presente anche il segretario cittadino, Gino Simone, ed il consigliere Emanuele Tomasicchio.

«Non comprendiamo con quale coraggio i dissidenti della maggioranza andranno a votare il bilancio previsionale visto, che comunque il Pef e l'aumento della Tari ne sono parte integrante - ripreso Lima -. Quindi li invitiamo a prendere atto del fatto che i numeri non ci sono più e mandare a casa il sindaco Bottaro, ovviamente contando sulla nostra collaborazione».

Diverso, invece il comportamento assunto da Fratelli d'Italia, insieme con il resto della minoranza, in aula. Lo ha spiegato proprio Gino Simone, facendo riferimento implicito alla permanenza all'interno dell'emiciclo del consigliere Raffaella Merra, pur non nominandola mai: «C'è non si è allineato alle scelte del resto della minoranza, prendendone apertamente le distanze - ha detto Simone con evidente riferimento al voto, peraltro negativo, espresso da Merra in seconda convocazione su Pef e Tari - Pertanto, respingiamo al mittente qualsiasi tipo di illazione in merito al nostro comportamento».

Simone ha anche precisato che «in via generale, Fratelli d'Italia prediligerebbe ricorsi alla sola autorità amministrativa, piuttosto che presentarsi pure presso la Procura della Repubblica, ma possiamo comprendere anche il disagio, persino psicologico, di chi porta avanti invano battaglie politiche contro la palese e reiterata illegittimità dei provvedimenti».

Chiaro il riferimento, in questo caso, al consigliere Emanuele Tomasicchio, che proprio stamani è andato in Procura a depositare un esposto, trasmesso anche alla Procura generale presso la Corte d'appello, «per le violazioni palesi, reiterate ed arroganti commesse da questa amministrazione - ha detto - i cui atti di forza in consiglio comunale sono, in realtà, una evidente dimostrazione di debolezza. Se si ricorre a questi mezzi, è perché evidentemente non sono politicamente forti, ed anche i numeri lo hanno dimostrato».

Tomasicchio ha anche annunciato un ricorso al Tar sulle due delibere approvate nell'ultimo consiglio comunale, non appena saranno ufficialmente pubblicate. «L'articolo 43 del regolamento del consiglio comunale vieta espressamente di approvare provvedimenti relativi ai tributi se non si hanno almeno 17 presenze in aula - ricorda l'ex candidato sindaco - ed oltretutto gli stessi sono stati approvati fuori termine dal 31 marzo e senza ancora avere approvato il bilancio. Tutto questo è palesemente illegittimo. Presentare un ricorso alla giustizia amministrativa è il minimo, rivolgersi alla Procura della Repubblica è l'estrema ratio di questo comportamento irrispettoso della legalità e della stessa minoranza».


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