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Ospedale di Trani, Barresi: «Potenziare il Centro polifunzionale territoriale»

Scrivo in qualità di consigliere comunale e quindi come portatrice delle richieste dei cittadini di Trani, dopo aver chiesto in primis ai responsabili della sanità pugliese che si faccia chiarezza sul pressappochismo col quale si è proceduto a voler risolvere il problema della mancanza di un ortopedico che operi sul territorio e che soddisfi le richieste di visita domiciliare per i disabili gravi.

Adesso ho appreso di altre situazioni, come l'assordante silenzio nei confronti dei dieci medici che operano presso il Cpt dell’ ospedale di Trani, medici che vorrebbero semplicemente avere la possibilità di potenziarel’integrazione ospedale – territorio. Infatti dovete sapere che il Cpt (Centro polifunzionale territoriale) che si traduce con "casa della salute" è una realtà a Trani, in uno dei suoi presidi ospedalieri della Asl Bt con 13.500 assistiti.

Il centro riunisce dieci medici di medicina generale, sei infermieri e otto addetti di segreteria e consente oggi, in collaborazione con la guardia medica, di realizzare la vera continuità assistenziale. I medici sono: i dottori Asciolla, Cecca, Di Bari, Drago, Mastrodonato, Monopoli, Porcelli e Ventura e le dottoresse Del Sole e Giobbe. Ho avuto il piacere di parlare col dottor Porcelli e con il dottor Drago e vi posso assicurare che mi hanno esposto le proposte, per potenziare il centro, con un travolgente entusiasmo, con una grande voglia di fare, con una disponibilità unica.

Ecco perché credo che non si debba demotivare l'impegno di queste risorse umane che, attualmente senza un costo aggiuntivo, si dedicano alla realizzazione di un centro d’eccellenza. Fra le tante proposte ve ne cito una in particolare: effettuare i prelievi ai loro assistiti ed inviare in ospedale gli stessi prelievi ricevendo direttamente sui loro pc quelli che sono gli accertamenti. In questo modo anziché occupare forza lavoro e trasferire, inutilmente, il dato cartaceo nei loro software, avrebbero la possibilità di sfruttare il personale di lavoro per altre situazioni, evitando ai pazienti lunghe attese.

Ora mi domando, perché, il dott. Narracci, Commissario Straordinario Asl- Bat afferma che questo è il modello assistenziale del futuro,dove i medici sono in grado di coprire un bacino di utenza molto ampio, pari a un terzo della popolazione tranese, ma poi all’atto concreto risponde con il nulla? Sarebbe meglio sostituire alle parole i fatti, in considerazione che i medici vanno avanti semplicemente con il loro impegno che si concretizza in una azione di volontariato.

Ad onor del vero, questo disinteressamento verso il raggiungimento di obiettivi che avrebbero il solo scopo di migliorare la qualità dei pazienti tranesi, è la vera causa che ha portato al declassamento la Sanità Pugliese da parte del Ministro Beatrice Lorenzin.

Concludo questa mia disamina, spiegando che quanto esposto è solo una parte dei problemi da risolvere, anche con l’apporto di innovazioni. Ho potuto constatare che troppi soldi pubblici sono stati spesi inutilmente. Avendo capito che in questa storia vale il detto “Non vedo, non sento e non parlo”, ho ritenuto opportuno mettere a conoscenza della situazione il Ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin e il Suo staff.

Spero che per fare un’ ulteriore chiarezza sulla Sanità della nostra Trani, mal gestita, siano al più presto inviati dalla Ministra degli Ispettori che possano far luce e ridare valore ad una struttura a noi cara, per il bene e la salute di tutti noi cittadini tranesi.

Anna Maria Barresi


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