«Ritenevo che il mio lavoro dovesse essere giudicato al termine di questi cinque anni, come accade in tutte le democrazie ma, a quanto pare, qualcuno non la pensa così e arriva a minacciarmi a suon di esposti: facciano pure, io penso solo al bene della città».
Da una parte si sente deluso, dall'altra rinfrancato e determinato a proseguire con maggiore forza il suo mandato. Il sindaco Amedeo Bottaro parla, per la prima volta, dopo le ultime e dedicate vicende amministrative, che hanno aperto una vera e propria crisi di governo.
E lo ha fatto, singolarmente, sabato scorso, in occasione del taglio del nastro del circolo Walter Tobagi, A tendere quel nastro, ed a tagliarlo, insieme con lui, c'era anche un possibile candidato sindaco di future elezioni amministrative, dunque un suo potenziale avversario: Roberto Gargiuolo.
Bottaro fa riferimento alla recente, burrascosa e contestata approvazione del Piano economico e finanziario dei rifiuti e conseguente aumento della Tari. Quella di Bottaro, sabato scorso, è stata la prima uscita pubblica dopo tutto quello che è successo, all'indomani di due consigli comunali e tante prese di posizione di partiti, movimenti e tanti altri: chi chiede le dimissioni del sindaco; chi ai consiglieri dissidenti di sfiduciarlo; chi parla di provvedimenti illegittimi e va in Procura, al Tar, al Ministero.
«Io avrei preferito che si ritornasse ai vecchi tempi - riprende Bottaro -, quando la politica si faceva nelle aule del consiglio comunale. Oramai si va sempre più frequentemente nelle aule di giustizia, persino con tanto di fotografie dal Tribunale, sulle quali preferisco non fare commenti, minacce e quant'altro. Io vado avanti, la città mi chiede di amministrare e me lo ha chiesto per cinque anni. Forse pensavo, mi ero illuso di pensare, che le battaglie politiche si fanno in campagna elettorale, terminata la quale si amministra una città con un consiglio comunale fatto di 32 persone. Ma mi sono illuso, a quanto pare, perché queste battaglie continuano quasi come se fossimo sempre in campagna elettorale. Io non sono in campagna elettorale, ho ricevuto un mandato pieno dalla città, peraltro incontrovertibile con il 75 per cento, e questa città mi ha detto che devo amministrare per cinque anni».


