In principio fu il jazz. Così come la musica, anche la Fondazione Seca parte da qui. O, meglio dire, riparte con una nuova stagione di eventi primaverili, preludio di quelli estivi e sempre più simbolo della piena destagionalizzazione delle proposte del Polo museale.
Grazie a sempre più diffuse e qualificate collaborazioni, il ventaglio delle offerte artistiche si arricchisce e, in questo solco, si inserisce la sinergia con l’associazione Jazz in, diretta da un grande appassionato del genere come Stefano Porziotta. Il suo progetto è fare circolare musica di qualità nell’intero territorio della Bat, soprattutto grazie alla diretta conoscenza di formazioni e musicisti di spessore. Fra questi Dado Moroni, pianista di fama, per la prima volta sceso a Trani per un concerto di gran pregio, accompagnato da Daniele e Tommaso Scannapìeco.
Forte della scelta di dare esclusivo spazio agli strumenti, non avvalendosi di alcuna voce cantante, Moroni e la sua band trascinano il folto pubblico con una musica tanto sobria quanto di gran fattura, rivelando l’affiatamento pieno della formazione ed una ricercatezza del repertorio di non poco conto.
Il pianista, poi, si alza dallo strumento a metà spettacolo, a sorpresa, per parlare di suo figlio di due anni e mezzo, Oscar Alfredo, e dedicargli un pezzo “perché il suo modo innocente di guardare e scoprire il mondo ha insegnato a me, e tanti come me, a non dare mai nulla per scontato e vivere la vita in ogni momento””.
Anche Porziotta si gode il suo, di momento, promettendo nuove serate anche per la prossima estate: “Qui al Polo museale abbiamo trovato piena accoglienza e disponibilità. Il cavalier Natale Pagano e la Fondazione Seca hanno nelle corde la musica di qualità e hanno ben convenuto con noi che questa può essere la sede ideale di un festival del jazz”.
Il progetto è già tracciato, le date potrebbero essere almeno sei e, per Dado Moroni e i suoi, un ritorno sarebbe anche d’obbligo per quanto siano stati capaci di intrattenere e coinvolgere il numeroso e competente pubblico di Palazzo Lodispoto. Da sottolineare il coinvolgente sax di Daniele Scannapieco, il contrabbasso del fratello Tommaso e la batteria di un elegante e straordinariamente efficace Giovanni Scasciamacchia.
Serata da incorniciare, che va in archivio con la certezza che sarà il primo passo di un crescente patrimonio di perle musicali anche per l'estate, targate Polo museale e Fondazione Seca.







