Un beffardo cartello indica quel luogo come «area videosorvegliata». In realtà, non vi si scorgono telecamere e, soprattutto, quel cartello appare particolarmente datato e fuorviante: infatti, la l'ente di rilascio dell'avviso è la società Anas Spa, che da tempo non ha più in carico la strada che collega Trani con Bisceglie, denominata vecchia statale 16 e declassata a strada intercomunale.
È evidente, dunque, che si tratti di un palliativo che non è servito a nulla, anzi è stato platealmente ignorato da chi ha fatto dell'area di ingresso dell'ex Istituto psicopedagogico, situato nei pressi del Ponte Lama fra Trani e Bisceglie, un luogo privilegiato per una discarica a cielo aperto in cui conferire di tutto, anche e soprattutto da parte di chi preferisce non separare i rifiuti e, piuttosto che affidarli al servizio di raccolta differenziata, scaricarli in un luogo di transito facilmente accessibile grazie all'area di svincolo che lo collega con la strada principale.
Basti pensare che una busta della spazzatura si trova proprio sulla parte percorsa da vetture i cui occopanti che gettano buttano al volo e vanno via. Ci sono, poi, quelli che invece si fermano e, accuratamente, accatastano rifiuti di ogni tipo: decine di panini, evidentemente abbandonati da un'attività della ristorazione; le immancabili onduline di eternit rotte e, quindi, pericolosissime perché sprigionano amianto nell'atmosfera; gli scarti della lavorazione edile; i materassi; i residui di potature della vegetazione; un water; una porta scorrevole a soffietto.
C'è persino la carcassa di un gatto e a mitigare l'impatto visivo, si fa per dire, appare un ombrello con i colori della pace, per un luogo che pace non ha.








