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Sistema sanitario, la Puglia tra le regioni più corrotte. Uil e Uil-Fpl: «Serve un assessore alla sanità»

Egregio Presidente e assessore alla sanità Michele Emiliano, apprendiamo dalla stampa quel che, almeno per quanto ci riguarda, rappresenta l’ovvio, o almeno la logica conseguenza di una gestione sanitaria non certo all’altezza delle aspettative da parte dell’amministrazione regionale. Ci riferiamo allo studio “Curiamo la corruzione – 2017”, curato da Trasparency International, Censis, Ispe Sanità e Rissc, secondo il quale la Puglia è la regione più permeabile al fenomeno della corruzione nel sistema sanitario, che tutti gli anni costa al nostro Paese circa 6 miliardi di euro e 250 milioni alla nostra regione, con il 6-7% delle risorse che inesorabilmente (e tristemente) si perde in tangenti e bustarelle.

Dire che “lo avevamo detto” non sarebbe elegante, ma certo è che la nostra organizzazione da anni denuncia un pericoloso stato di immobilismo nella sanità regionale, lasciata in balia delle onde, eccezion fatta per un piano di riordino lacrime e sangue che è riuscito a scontentare tutti e, se possibile, a peggiorare la situazione, sia qualitativa che quantitativa, del sistema sanitario.

Ebbene, una regione come la Puglia, che in alcuni territori si trova ad affrontare emergenze ambientali e sanitarie clamorose, non può certo permettersi di tollerare sperperi e corruzione. Vien da chiedersi dove sia finito il progetto della centrale unica di spesa e appalti, che in svariati frangenti avevamo sollecitato e che, finora, come del resto gran parte dell’accordo sottoscritto lo scorso 12 dicembre, è rimasto sulla carta. Nel frattempo, la spesa farmaceutica aumenta esponenzialmente, in termini ormai insopportabili per le già esigue tasche dei cittadini pugliesi. Centinaia e centinaia di milioni di euro che invece potrebbero essere spesi per migliorare il servizio di emergenza-urgenza o per potenziare una pianta organica che langue, con un deficit conclamato di personale di oltre 5000 unità e con differenze abissali rispetto a regioni equivalenti, in termini territoriali e di abitanti, come l’Emilia Romagna, senza dimenticare le migliaia di precari in attesa di stabilizzazione che attendono ancora risposte concrete su un futuro al momento troppo incerto.

Alla luce di tutto ciò, riteniamo non più prorogabile la nomina di un assessore alla Sanità. Certi deprecabili fenomeni derivano anche dallo scarso controllo politico su un settore che, di fatto, rappresenta quasi l’85% del bilancio regionale e che non può essere lasciato alla cura esclusiva della dirigenza.

Ancora una volta, quindi, le chiediamo un atto di responsabilità istituzionale, individuando quanto prima una persona competente e capace, che si dedichi 24 ore su 24 alla Sanità pugliese, materia di vitale importanza, ma ostica e insidiosa, tant’è che, come lei ricorderà, nella precedente legislatura si sono avvicendati ben quattro assessori (Fiore, Attolini, Gentile e Pentassuglia). Un assessore, pertanto, in grado, finalmente, di dare risposte positive, attraverso percorsi e decisioni condivise, ma soprattutto in tempi brevi, ai cittadini pugliesi, che dopo tante sofferenze meritano una Sanità di livello europeo e all’altezza delle potenzialità, enormi, di questo territorio.

Aldo Pugliese – segretario generale Uil Puglia e Bari – Bat

Giuseppe Vatinno – segretario generale Uil Fpl di Puglia e Bari – Bat


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