La corte di palazzo Lodispoto, in piazza Duomo, sede principale del Polo museale di Trani, si prepara ad ospitare una mostra di carattere religioso in piena sintonia con il triduo pasquale che si avvicina. Si intitola «Le tele del Menzele e del Marchese», e proporrà l'esposizione da giovedì prossimo, 13 aprile, al 7 maggio, di tre quadri antichi, di gran valore storico e dimensioni, tutti provenienti e «prestati», dal santuario della Madonna del Carmine, e che la Fondazione Seca ha inteso valorizzare.
Il primo è «La crocifissione», di Francesco Marchese, risalente alla metà del XVII secolo, opera considerata di grande efficacia espressiva. Il Cristo, inchiodato sulla croce, ha il corpo rigido e vigoroso, la testa reclinata a destra coronata di spine e lo sguardo rivolto verso il cielo.
Seguendo lo stile michelangiolesco, due angeli in volo accolgono il sangue che cola dalle mani, mentre il cartiglio, in alto sulla croce, riporta l'iscrizione «Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum», in lingua ebraica ed in greco. Ai piedi della croce, in ginocchio, sono raffigurati quattro santi: a sinistra, San Bartolomeo; alle sue spalle, San Gennaro; a destra, San Marco in abito carmelitano e San Nicola di Bari nelle vesti vescovili.
Sempre di Francesco Marchese è «Sant'Anna che insegna a leggere a Maria Bambina», anche questo della metà del XVII secolo. Sant'Anna, ritratta di prospetto, è seduta mentre Maria Bambina, in piedi e sorretta amorevolmente con la sinistra dalla madre, regge con le due mani un libro aperto. Discreto ed in penombra, quasi per non disturbare l'esercizio della lettura, San Gioacchino in piedi è con una mano sul petto e sembra seguire, con compiaciuto interesse, la lezione che Sant'Anna impartisce a Maria Bambina.
Infine la «Madonna col Bambino e San Simone Stock», del 1779, di Nicola Menzele. La figura della Vergine, ritratta di profilo, è avvolta in veste rosa e manto azzurro dalle pieghe ampie e morbide, sul quale è dipinta la stella caduta dal Carmelo. Regge con la destra il bambino, mentre con la sinistra porge lo scapolare a San Simone Stock, in ambito carmelitano, inginocchiato in umile segno di gratitudine.
Non è la prima di carattere religioso che il Polo museale propone. Già in occasione dell'inaugurazione della struttura, risalente a quasi un anno fa, fu infatti proposta, in via del tutto eccezionale, l'ostensione di un antico messale recuperato del 1370, di proprietà della Diocesi di Trani. Era stato trafugato negli anni '70, durante una mostra, ma fu poi recuperato dalla Guardia di finanza di Roma in una casa d’aste in Inghilterra. Fu restituito alla diocesi nell’ottobre del 2011 e da allora lo storico manoscritto, dall’inestimabile valore e rifinito in oro zecchino, non era più stato esposto in pubblico.
Peraltro, al secondo livello del palazzo è sempre disponibile il ricco Museo capitolare della stessa diocesi, con reperti, dipinti e donazioni di gran pregio e rilevanza storica, cui si sono aggiunte, ai primi due livelli della struttura, le oltre 400 macchine per scrivere della collezione della stessa Fondazione Seca.


