Il prefetto di Barletta-Andria-Trani, Clara Minerva, ha trasmesso ieri al Comune di Trani la diffida, «per i conseguenti adempimenti», ad approvare il bilancio di previsione. Dal momento della notifica del documento all'ultimo consigliere comunale, scattano i venti giorni previsti per legge per approvare la manovra. A sollecitare il rappresentante del Governo nella Bat, due segnalazioni di omessa approvazione da parte del capogruppo del movimento Trani a capo, Aldo Procacci, prima, e del consigliere di Fratelli d'Italia, Emanuele Tomasicchio, poi.
Il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, ha già convocato per oggi una conferenza dei capigruppo per individuare la possibile data della seduta che, orientativamente, potrebbe tenersi tra il 2 ed il 4 maggio. Considerando che il giorno 3, a Trani, è festa patronale per il Crocifisso di Colonna, la data più ipotizzabile è quella del 2 maggio.
Alla diffida si è giunti per non avere approvato il bilancio di previsione entro la data ultima del 31 marzo. Quest'anno il Governo non ha accordato proroghe e non tutti i comuni sono riusciti, entro quel termine, a portare a casa le manovre. A Trani, la giunta comunale ha approvato il 30 marzo lo schema di bilancio, mentre il 31 marzo ha portato in consiglio comunale alcuni provvedimenti propedeutici, rimasti infruttuosi in prima convocazione, per mancanza del numero legale, ed approvati in seconda con appena 12 voti: come è noto, si tratta del Piano economico finanziario del servizio di igiene urbana e delle nuove tariffe della Tari, con relativi aumenti.
La giunta, nel frattempo, ha approvato altri provvedimenti propedeutici e l'intero impianto del bilancio è pronto per essere trasmesso ai consiglieri, nell'attesa della seduta di approvazione. Allo stato, peraltro, restano aperte tutte le strade sulla legittimità dei provvedimenti finora adottati e, di conseguenza, dello stesso bilancio.
Sul piano politico, poi, vi è da comprendere quale sarà il comportamento dei sette consiglieri di maggioranza dissidenti su Pef e Tari, ma chiamati ad approvare un bilancio che conterrà quei provvedimenti, successivamente approvati anche in loro assenza. E la mancata approvazione del bilancio, come è noto, anche solo dei successivi equilibri, è motivo di scioglimento automatico del consiglio comunale.



