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«Briatore? Progetti troppo aggressivi per la Puglia». A Trani, il dibattito sul mare che sarà

Fra tradizione ed innovazione, difesa della natura e turismo sempre più «spinto», dove è diretto il mare? E dove portano i Briatore di turno? «Non c'è soltanto Briatore, ma anche il modello Gallipoli, con le migliaia di persone sulle spiagge e le feste, contrapposto alle aree marine protette tra Otranto e Santa Maria di Leuca. Quando andiamo in Grecia, diciamo che è bellissimo perché in tanti posti non c'è niente, ed il "niente" è un grandissimo valore. È lo stesso "niente" che abbiamo lungo la costa tra Otranto e Leuca, e trasformarlo in alberghi e discoteche distruggerebbe un asset importantissimo anche perché, nell'interno ci sono invece bellissimi paesi barocchi con storia, architettura, cultura, gastronomia che danno un alto valore attrattivo anche per l'ospitalità. Trasformare questo in Rimini non è la cosa più intelligente da fare».

Così Ferdinando Boero, dell'Università del Salento, intervenendo a Trani, a La lampara, in occasione di un convegno, dal titolo «Tra il dire e il mare», organizzato dal consorzio Costellazione Apulia, presieduto da Vincenzo Barbieri, quale preludio de «I colloqui di Martina Franca», in programma in quella città i prossimi 2 e 3 giugno, iniziativa che da quattro anni intende portare alla riflessione sui modelli di sviluppo ed impresa. Infatti, l’evento di Trani è stato sostenuto dalla stessa Lampara, uno dei locali storici dell'intrattenimento, e da Dronyx, azienda che produce soluzioni sostenibili per la pulizia delle spiagge.

Fra gli ospiti del convegno, ma solo in qualità di antropologo, l'assessore comunale alla cultura, Felice Di Lernia. Come declinare, su una realtà complessa e spesso compromessa come Trani, il rapporto fra uomo e mare, anche richiamando proprio lo slogan - "Ripartiamo dal mare" - del sindaco Amedeo Bottaro? «Ripartire dal mare e avere presente il mare - risponde Di Lernia - significa accettare l'idea che tutto debba cambiare a medio e lungo termine e sapere che il mare può essere sviluppo e ricchezza, ma anche grande fatica ed apertura al meticciamento di culture. Quando si guarda il mare non si sa mai cosa ci si deve aspettare, e questo è un po' lo spirito anche con il quale un amministratore cauto, attento e prudente, non arrogante, deve guardare alla sua città».  


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