Sono lì per terra, alla rinfusa, da un tempo non meglio definito. Considerando il luogo preciso in cui si trovano potrebbero essere stati sfilati per favorire l'ingresso nella piazza dei partecipanti alla marcia contro la criminalità dello scorso 4 marzo, che raggiunse la cattedrale provenendo da piazza Re Manfredi e percorrendo proprio quella traiettoria.
È invece ufficialmente da escludere che il motivo sia legato a ragioni di servizio, per i lavori in corso al campanile della stessa cattedrale o altre circostanze che ne abbiano reso necessario la momentanea rimozione. L'impresa esecutrice dei lavori, la Edilizia Di Ciommo, fa sapere che «nel corso del montaggio dei ponteggi presso il campanile della cattedrale, non si sono mai spostati o smontati i paletti dissuasori in ghisa, né alcun altro elemento di arredo urbano: I mezzi e le maestranze hanno utilizzato esclusivamente l'accesso da piazza Sacra regia udienza».
Tuttavia, a prescindere della causa, due paletti in ghisa che fanno parte della recinzione di piazza Duomo, lungo l'intero suo perimetro, sono abbandonati sul lastricato e non offrono una bella immagine ai turisti che stanno affollando Trani in questi giorni. Non sembrerebbe così complicato, almeno per chi abitualmente mette mano su quei manufatti, rimetterli a posto e ridare un senso di maggiore ordine alla piazza, considerando che proprio i lavori in corso sul campanile ne hanno già sufficientemente alterato l'aspetto di sempre. Ma anche questi sono piccoli dettagli che fanno la differenza, tra una città turistica che programma ed una che vive rincorrendo le emergenze.

