È improvvisamente scoppiato il caos, ieri mattina, in piazza Gradenigo. La causa, il contemporaneo arrivo di numerosi pullman turistici da varie provenienze. Ve ne erano dalla Germania, dal nord e centro Italia, oltre a scolaresche di regioni limitrofe. Tutti i bus si sono concentrati nella stessa area ed allo stesso orario, poiché tutti facenti riferimento a tour operator che avevano previsto itinerari in cui Trani era indicata alla stessa ora nei percorsi programmati.
Quello che nessuno poteva prevedere è che non ci sarebbe stato sufficiente spazio per parcheggiare, a parte i tre stalli di via fra' Diego Alvarez, tempestivamente occupati dai primi, fortunati conducenti giunti sul posto. Gli altri hanno dovuto fare fatica per trovare persino spazi di manovra, fra i percorsi obbligati della piazza occupati da vetture. Peraltro, le automobili non stavano rubando posto agli autobus, salvo che per un altro paio di stalli posizionati in piazza Gradenigo, ma la verità è che alcune erano parcheggiate male e non consentivano neanche la svolta.
Il problema di fondo, però, è che anche quest'anno, come da molti ormai, Trani continua a mancare di una vera e propria programmazione per l'accoglienza dei bus turistici. Il progetto prevedeva che in piazza Gradenigo fosse una zona di «carico e scarico» dei turisti, i bus si sarebbero dovuti fermare in un'altra area vicina con particolare riferimento a via Finanzieri, di proprietà comunale o in convenzionamento con l'ente: nulla di tutto questo, però, sembra sia accaduto.
Ad aggravare la situazione è intervenuta anche la decisione di convertire i parcheggi, un tempo predisposti sul lungomare Chiarelli ed esclusivo uso dei bus a posteggi liberi per le auto, con particolare riferimento agli utenti degli uffici di Amet. In altre parole, l'offerta di stalli si è talmente ridotta che, adesso, i bus che riescono a parcheggiare in maniera comoda in città si contano quasi sulle dita di una mano. E le conseguenze non sono piacevoli.
Infatti, ieri i turisti - oltre modo disturbati dalle condizioni meteorologiche avverse - hanno protestato non poco e, secondo quanto riferiscono alcune guide turistiche locali, i tour operator comincerebbero a gradire sempre meno l'inserimento di Trani nelle loro destinazioni, proprio a causa dei problemi collaterali che questo comporta: si perde tempo prezioso, si accumula ritardo sulle tabelle di marcia, si saltano le ultime destinazioni perché a Trani ci è impatanati con i parcheggi. In altre parole, i percorsi dei turisti potrebbero sempre più frequentemente deviare verso altre città.
A complicare tutto, ma questo ovviamente non è ascrivibile alle colpe di chicchessia, ma solo a fatti casualmente contingenti, lo stato estetico attuale della cattedrale, i lavori sul cui campanile fanno storcere il muso a qualcuno. Ma è anche vero che la stessa resta perfettamente visitabile all'interno, e le sue meraviglie, quelle sì, sono sempre disponibili alla fruizione di tutti.





