Il collegio sindacale di Amiu resterà regolarmente in carica almeno fino al prossimo giugno, quando, dopo l'approvazione del bilancio di esercizio 2016, terminerà il suo mandato triennale. Qualsiasi volontà di anticiparne la conclusione, attraverso azioni di revoca, si è infranta definitivamente con la sentenza della Corte di Appello di Bari, sezione specializzata in materia di imprese, che ha confermato quella dell'omologa sezione del Tribunale di Bari.
Ai giudici di secondo grado (presidente Labellarte, consiglieri Grillo e Colella) Amiu si era rivolta, come reclamante, rappresentata e difesa da Angelo Bracciodieta, impugnando la sentenza di primo grado in favore del presidente del collegio sindacale della stessa azienda, Antonino Battista (difeso da Nicola Di Pinto) e del sindaco effettivo, Savino Musicco (difeso da Maurizio Musci). Oggetto, la revoca dei due sindaci disposta dall’Amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo, su impulso del socio unico, il Comune di Trani, prima nella persona del commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, poi del sindaco in carica, Amedeo Bottaro.
La revoca, disposta dal commissario con delibera del 7 maggio 2015, era stata motivata per la presunta inerzia dei componenti del collegio sindacale (tra cui anche Alfonso Maria Mangione, dimessosi il 4 marzo 2015 e sostituito da Grazia Lambo, successivamente rilevata da Michela Leone), in relazione ad alcune criticità nella gestione dell'Amiu, con particolare riferimento a quelle della discarica, già chiusa da settembre 2014 e sotto sequestro da gennaio 2015. Nonostante il primo rigetto, emanato dal Tribunale di Bari, Amiu ha sporto reclamo con l'avallo del primo cittadino in carica.
In entrambi i gradi di giudizio, peraltro, si è rilevato come, alla base della procedura di revoca, vi sia stato un errore circa le attribuzioni dell’organo di garanzia al quale, invece, venivano sostanzialmente addossate responsabilità tipiche di azioni od omissioni dell’organo di gestione, che si tratti di Consiglio d'amministrazione o Amministratore unico. E la Corte, in alcuni passaggi, ha sottolineato come non sia possibile attribuire ai sindaci né atavici ritardi, né mancate deliberazioni, che sono di esclusiva competenza dell’organo amministrativo».
Nonostante il procedimento a loro carico, e pure in presenza di un avviso pubblico per la definizione di un nuovo collegio, la controversia in itinere ha consentito a Battista e Musicco di continuare a prestare la loro attività professionale in favore di Amiu, «con l’unico fine del bene aziendale e della comunità locale», si legge in una nota rilasciata dai loro difensori.
Il Tribunale di Bari aveva già condannato Amiu alla rifusione delle spese legali in favore di Battista e Musicco. Con la sentenza della Corte d'Appello il totale sfiora i 25mila euro. «Una spesa inutile - sottolinea i legali dei sindaci - che purtroppo, insieme con quella relativa alla rifusione in favore del rimosso presidente uscente (102mila euro in favore di Domenico Tolomeo, ndr) ed altre eventuali situazioni simili che potranno verificarsi, si aggiungerà a quelle già sopportate dai cittadini tranesi».

