«Insieme» è la parola maggiormente il risuonata ieri sera, nella Basilica cattedrale, prima, durante e dopo l'esecuzione del Requiem di Mozart da parte dell'orchestra della Città metropolitana di Bari.
Ha invocato lo stare insieme il rettore della cattedrale e direttore del Museo Diocesano, don Nicola Maria Napolitano, con riferimento a tutte le realtà del Polo museale, di proprietà della diocesi e gestito dalla Fondazione Seca, e tutti gli altri soggetti che con quello si interfacciano: «La crescita di questo sistema museale - ha sottolineato il sacerdote - non può prescindere dalla coralità. Solo questa è la strada per un successo pieno e duraturo».
Don Nicola ha, così, fatto gli onori di casa nell'ambito del concerto con cui si è festeggiato il primo anniversario del Polo museale di Trani. A fargli da eco, il vicepresidente della Fondazione Seca, Domenico Cotugno, che tra le altre cose ha richiamato le dichiarazioni rilasciate dal procuratore uscente di Trani, Carlo Maria Capristo, quando a sua volta invitava i presenti, durante la giornata inaugurale del 22 aprile 2016, «a non lasciare solo il cavalier Natale Pagano e tutta la sua squadra. perché il successo di una realtà come questa è proprio il gioco di squadra».
A precedere il concerto, una simpatica riproposizione dal vivo del celebre sketch di Jerry Lewis, «The typewriter» e, successivamente, la proiezione di un film-racconto del primo anno di attività del Polo, curato dal regista Lorenzo Scaraggi. Almeno 30 concerti, centinaia di convegni, 20mila visitatori, di cui almeno 50 personalità celebri in Italia e all'estero, e 470 macchine per scrivere. Questi, al momento, i numeri, tutt'altro che di poco conto, di questo contenitore sempre più pieno di vita e che mostra di avere «un'anima».
Emozionante l'esecuzione del concerto, che ha mostrato l'enorme professionalità dei musicisti e l'incredibile capacità di coordinamento di quattro formazioni corali che avevano sempre provato separatamente e ieri, come per magia, per la prima volta hanno cantato «insieme».
Perfetta l'integrazione dei solisti con l'orchestra ed il coro, autorevole la direzione del Maestro Vito Clemente.
Incantevole, soprattutto, lo scenario di una cattedrale che, per quanto all'esterno si stia rifacendo il look con il restauro conservativo del campanile, all'interno continua a sprigionare quella magia unica in grado, «insieme» con la grande musica, di generare emozioni.












