L’inconfondibile voce di Fabio Concato e gli arrangiamenti in chiave jazz dei musicisti del “Di Sabatino trio”, il pianista Paolo Di Sabatino, il bassista Marco Siniscalco, il batterista Glauco Di Sabatino, hanno deliziato gli spettatori del cinema teatro Impero di Trani per la quarta serata della rassegna “Jazz & dintorni”. Il festival è organizzato dal Babalù di Trani e dalla “Music art management”, con direttore artistico Carlo Gallo.
A condurre, Claudia Cesaroni, di Radio Norba, che ha annunciato così il cantante milanese: «Cantautore colto, raffinato e ironico. In questa serata faremo un viaggio attraverso i suoi quaranta anni di carriera». Le canzoni di Concato, il cui esordio discografico è infatti targato 1977, hanno veramente attraversato generazioni. Tra il pubblico, era presente un nutrito gruppo di giovani, che conosceva i classici quali “Sexy tango”, “Guido piano”, “Fiore di maggio”, le grandi canzoni d’amore “Tienimi dentro te”, “E ti ricordo ancora”.
Il cantautore nel corso della serata non ha lesinato battute e divertenti aneddoti, rivelando una certa simpatia. D’altronde, nel 1974, prima che arrivasse il successo nazionale, egli si esibiva, scrivendo testi e musiche, con un gruppo cabarettistico, “I mormoranti”, nel celebre locale “Derby” di Milano, fucina di grandi talenti.
Il concerto è iniziato con il brano musicale “I gabbiani”, di Di Sabatino. La collaborazione tra Di Sabatino e Concato è nata nel 2011, quando il pianista ha chiesto al cantante di incidere un pezzo insieme, all’interno dell’album “Voices”. Sono nati “Cosa ne sarà” e diverse tappe di un tour.
Il cantante milanese si è scusato con gli spettatori perché è costretto, a causa di problemi di vista, ad indossare sempre degli occhiali da sole. E ha poi chiesto a tutti di cantare: «Anche se siete stonati, se vi va, cantate con me». E così è stato. Un’ora e mezza di canzoni, “Stazione nord”, “Ti muovi sempre”, e di racconti divertenti per il pubblico, accorso numeroso all’Impero per gustare anche “Domenica bestiale” completamente “jazzata” dai tre musicisti. Il cantante ha preferito intonare questo pezzo insieme al pubblico, scendendo dal palco.
Fabio Concato è uno dei pochi cantanti italiani che ha una “stretta familiarità” con il jazz, per la sua caratteristica armonia musicale, e perché avviato dal padre, Gigi Concato, nome d’arte di Luigi Piccaluga, chitarrista e autore jazz, figlio di cantanti lirici (Concato era il cognome della madre). Autobiografica, a lui dedicata, “Gigi”.
La musica di Concato emoziona ancora, e grazie agli arrangiamenti del Di Sabatino trio si è rivelata sempre originale. Dulcis in fundo, non è mancato uno dei suoi pezzi più amati, “Rosalina”, un inno alle donne un po’ in carne ma che sanno ridere.
Il programma “ Jazz & Dintorni” prevede l’ultima serata venerdì 5 maggio con Serena Brancale quartet.
Federica G. Porcelli









