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Ex convento Agostiniani, Bottaro replica a tutti: «La priorità è che sia restaurato e funzionale, ma resterà sempre di Trani»

«Io non rivendico le proprietà, perché non devo fare speculazioni immobiliari, né tanto meno ho bisogno di un portafoglio immobiliare per dire che io sono ricco come Comune di Trani. Al contrario, devo garantire che gli immobili siano funzionanti e funzionali rispetto a quelle che sono le esigenze della città». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, replicando alle ultime prese di posizione di partiti, associazioni e movimenti in merito al destino dell'ex convento Agostiniani di piazza Gradenigo, struttura di enorme pregio storico per decenni al centro di un contenzioso fra la Asl Bt e Comune di Trani, che ne rivendicavano la proprietà.

Un atto notarile, di oltre un secolo fa, ha accertato che questa è nella disponibilità del Comune di Trani ma quasi due anni fa lo stesso ente, insieme con Regione Puglia ed Asl Bt, ha sottoscritto un protocollo d'intesa per la rivisitazione di tutte le strutture sanitarie nella città. Ed in quell'accordo di programma rientrava anche l'eventuale ritrasferimento di quell0immobile all'Asl Bt con impegno dell'azienda ad assumersene i costi del restauro per la successiva definizione dell'utilizzo. A molti, tuttavia, quel passaggio dell'accordo è parso come una svendita dell'immobile alla Asl, e non sono mancate le polemiche contro un comune che, ancora una volta, sembrerebbe cedere un pezzo della sua storia ad altri interlocutori.

La verità, invece, secondo Bottaro è ben altra: «Io credo che la polemica sia sorta per quello che si interpretato in maniera non corretta - chiarisce il primio cittadino -. Quello firmato con Regione ed Asl è semplicemente un protocollo di intesa in cui si è preso atto di un immobile che è lì contestato e, soprattutto, in stato di abbandono da decine e decine di anni. In quel documento c'è la volontà espressa di sedersi al tavolo e definire, una volta per tutte, l'utilizzo di quell'immobile. Io personalmente ho sempre riaffermato questo in tutti gli incontri con Regione ed Asl: ove mai Regione ed Asl dovessero rendere quell'immobile funzionante, e quindi significa ristrutturarlo con una somma che varia tra i 2 e i 3 milioni di euro,  deve essere poi adibito a servizi, a beneficio innanzitutto della città di Trani».

Bottaro, dunque, non punta tanto sulla proprietà dell'immobile, che in ogni caso è del Comune, ma sul rilancio del contenitore e l'arrivo di un contenuto: «Da parte dell'amministrazione comunale c'è la volontà di sedersi al tavolo e decidere serenamente il futuro di quell'ex convento, poi ex ospedale. Potremmo chiamarlo "di proprietà del Comune e in uso alla Asl a destinazione vincolata". Sarebbe un po' come facciamo per il Tribunale, ma questo non significa regalare un immobile ad alcuno. Palazzo Torres, il palazzo più bello della nostra città, non lo abbiamo regalato al Ministero della giustizia, semplicemente lo abbiamo dato in uso con destinazione vincolata, per far sì che il nostro tribunale rimanga a vita nella nostra città. Questo è il senso di quel documento - conclude Bottaro - che rivendico fortemente e ritengo obiettivamente sia anche frutto di scelte più che sensate».

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