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«Controvento», anche una sezione enogastronomica: la giunta di Trani la candida ad un bando per il raddoppio della concessione

C'era una volta il capannone del boss, Salvatore Annacondia, in contrada Curatoio. Attraverso quell'immobile passava la droga, appena sbarcata in una piccola insenatura sulla litoranea di ponente, destinata alla distribuzione a Trani e nell'intero nord barese. Il crocevia del traffico era proprio quel'immobile ma, adesso, questa è solo storia. Oggi, invece, dopo lunghi ma intensi lavori, proprio lì sta per nascere ufficialmente un centro di recupero dalle dipendenze, totalmente a disposizione della collettività: si chiama "Controvento" e sarà gestito dalla cooperativa Oasi 2, per conto del Comune di Trani, divenuto proprietario del bene grazie alla confisca degli immobili un tempo appartenuti alla criminalità organizzata.

A Trani ci sono già due illustri predecessori, rappresentati dall'ex ristorante "Ai Templari", ora divenuto sede distaccata della Polizia locale presso il porto di Trani, e dalla palazzina al civico 26 di piazza Mazzini, ufficialmente intestata alla moglie del boss ed ora sede degli uffici di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica. Mancava solo il capannone, che è ormai prossimo all'inaugurazione. Prima di aprirlo, però, un valore aggiunto potrebbe ulteriormente arricchire di contenuti e valori il «Controvento» che sarà: Infatti, la comunità Oasi 2 vuole candidare ad un bando della fondazione "Con il sud", riferito specificatamente ai beni confiscati alla mafia, il potenziamento e rafforzamento dell'uso, a fini sociali, del bene già oggetto di concessione e sede del già citato progetto di comunità terapeutica per persone in situazioni di dipendenze patologiche. «L'immobile - si legge nella richiesta - dispone di spazi che, opportunamente ristrutturati ed adeguati alla normativa vigente, possono essere finalizzati alla creazione e lancio di un'attività imprenditoriale, e socialmente ispirata e concepita, riguardante la produzione e commercializzazione di beni e servizi in area "food"».  

Sembra di comprendere che il progetto, pertanto, preveda la realizzazione, nell'area di Controvento, di una o più attività legate alla produzione e commercializzazione di prodotti enogastronomici: si può ipotizzare la costituzione di una cooperativa deputata all'uopo, come già sta avvenendo nel caso del carcere​ di Trani, un gruppo dei cui detenuti, già da anni, si sono costituiti in cooperativa sociale per la produzione di taralli, ormai stabilmente entrati nella filiera alimentare.

Una delle condizioni di ammissibilità della proposta è l'effettiva disponibilità del bene confiscato per un periodo non inferiore a dieci anni alla data di scadenza del bando. La candidatura, che è avvenuta, è stata così corredata della delibera di indirizzo con la quale l'amministrazione si impegna, in caso di ammissione a finanziamento della proposta, ad estendere la durata della concessione in corso per ulteriori cinque anni.

La giunta comunale, dunque, ha immediatamente accolto la richiesta della comunità Oasi 2, approvando un atto di indirizzo in cui, in caso di ammissione a finanziamento della proposta, si impegna ad estendere la durata della concessione da cinque a dieci anni.


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