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Bilancio oggi in consiglio, il sindaco di Trani è fiducioso: «Emendamento da un milione per aumentare le entrate, faremo sintesi»

Una riduzione dell'ecotassa da mezzo milione e, persino, un rimborso del Ministero della giustizia da 350mila euro, in favore del Comune di Trani,  per stoppare l'aumento della Tari.

Potrebbero essere queste alcune delle chiavi di volta per l'approvazione del bilancio di previsione, il provvedimento più importante fra quelli all'ordine del giorno del consiglio comunale in programma oggi, a partire dalle 10.30, presso l'aula consiliare di palazzo Palmieri. Peraltro il bilancio di previsione, come è noto, ai sensi della legge sugli enti locali è uno dei provvedimenti la cui mancata approvazione determina lo scioglimento automatico del consiglio comunale. E, alla vigilia di questo, si parte da una situazione politico-amministrativa tutt'altro che florida.

Infatti, lo scorso 31 marzo, il consiglio comunale non era riuscito ad approvare in prima convocazione il Piano economico-finanziario dei rifiuti e l'aumento della Tari, a causa della mancata partecipazione al voto di ben sette consiglieri di maggioranza. L'operazione sarebbe riuscita in seconda convocazione, con soli 12 voti, ma quanto accaduto, oltre che aprire una crisi politica nella maggioranza e determinare ricorsi agli organi giudiziari di parte della minoranza, ha soprattutto reso incerte le prospettive sull'approvazione dello stesso bilancio, che contiene anche quei provvedimenti.

Adesso il problema è comprendere se gli stessi consiglieri dissidenti, che nel frattempo sarebbero diventati otto, approveranno o meno la manovra per questioni di coerenza. Il sindaco, Amedeo Bottaro, si professa però ottimista perché, nel frattempo, si sono individuati dei correttivi e ci si prepara a proporre un emendamento per recuperare un «gap» da un milione di euro, intorno al quale si gioca il mancato aumento della Tari e, di conseguenza, il recupero della piena fiducia da parte di tutti i consiglieri della maggioranza.

Secondo quanto riferisce il primo cittadino, «non è corretto affermare che quegli stessi consiglieri non debbano approvare il bilancio per coerenza. Infatti - spiega Bottaro -, il Pef è semplicemente una fotografia del costo del servizio rifiuti, che oggi è di 12 milioni. Tuttavia, di fronte ad atti concreti che mi dicano che in realtà quel costo non sarà quello che abbiamo previsto, io non posso che rifarmi all'annualità precedente, quando era di 11 milioni. Ribadisco che quello che incide sulla Tari è il costo crescente dello smaltimento dei rifiuti, che portiamo a Foggia e Massafra, aumntato di un milione, mentre il costo del servizio in città resta fermo a 5,9 milioni».

Come fare, allora, per recuperare quel milione? «Puntiamo sul contenimento dell'ecotassa regionale - fa sapere Bottaro - perché Trani ha sopportato per anni il peso dei rifiuti di mezza Puglia, e potremmo già recuperare mezzo milione. Poi abbiamo verificato dal Ministero che ci stanno riconoscendo il rimborso di vecchi costi che il Comune di Trani ha sostenuto per i Tribunale, quando le spese di funzionamento erano a nostro carico, e si tratterebbe di altri 350mila euro che ci potrebbero essere dati entro questa annualità.  Il dato attuale è che abbiamo un Pef di 12 milioni ed il mancato aumento della Tari, legato al Pef dell'anno scorso da 11 milioni: quindi, andiamo in aula con uno squilibrio di un milione di euro, rispetto al quale presenteremo un emendamento per coprire diversamente e provvisoriamente questa somma e capire, poi, cosa accadrà fino a quando, entro fine luglio dovremmo fare la manovra correttiva per il riequilibrio del bilancio».


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