È accaduto poco quanto niente, nell'ultimo anno, con riferimento agli immobili del Comune di Trani da alienare o valorizzare. Il relativo piano, approvato ieri dal consiglio comunale, contiene più o meno gli stessi indirizzi dell'anno precedente. Anzi, in alcuni casi, figurano meno dettagli che negli anni passati, circostanza che lascia intendere come l'amministrazione comunale sia ben lungi dall'avere le idee chiare sulla materia.
Basti pensare, tanto per incominciare, all'ex sede della biblioteca comunale Giovanni Bovio, presso palazzo Vischi, in piazza Longobardi, che occupa essenzialmente il primo piano dell'edificio storico e viene stimata con un valore di 1.254.000 euro. La giunta intende allenarlo, «scorporando preventivamente la finestra bifora, denominata "finestra Ciardi" da installare in altra proprietà comunale». La finestra proviene dalla vecchia "Casa del rabbino", demolita nel quartiere ebraico e dalla quale fu salvato il prezioso ornamento collocato in maniera postuma sulla facciata di palazzo Vischi. Tutto questo, tanto bello sulla carta, resta ancora, e purtroppo, solo sulla carta.
Non ci sono novità di rilievo neanche per quanto riguarda l'ex macello comunale, in via Finanzieri. Ancora oggi si scrive di una alienazione, in favore dello Stato, per la realizzazione di alloggi per il Comando provinciale dei carabinieri, progetto che sembra non più realizzabile per motivi organizzativi ed economici. In questo caso il valore del terreno viene stimato in 1.236.000 euro, riferito ad una superficie di circa 1420 metri quadrati. Curiosamente, sempre nel piano delle alienazioni, figura ancora l'isola ecologica di via Finanzieri, indicata come «da alienare» ma che, in realtà, è stata già rilevata dall'Amiu nell'ambito della ricapitalizzazione dell'azienda, avvenuta alla fine del 2015.
E sono tutti da alienare gli appartamenti di piazza Marconi, l'ultimo dei quali è stato liberato dalla Cgil Camera del Lavoro, che ha recentemente cambiato sede. Ma qui spunta la novità non piacevole: di nessun immobile viene più scritto che è occupato da persone, molte delle quali senza titolo. Eppure lo sono tutti e, mentre lo scorso anno si indicava una procedura in itinere, per la regolarizzazione delle posizioni di abusivismo, adesso qualsiasi tipo di riferimento scompare e vi si trova la sola voce «da alienare». Lo stesso dicasi per quelli di via Papa Giovanni XXIII, via Pedaggio Santa Chiara, via Don Nicola Ragno e largo Giacinto Francia.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, partecipando domenica scorsa ad Appuntamento con Trani, su Radiobombo, ha chiarito che la mancata indicazione delle occupazioni abusive di immobili «è legata al fatto che, se lo avessimo espressamente richiamato, avremmo legittimato quello che legittimo non è. Questo fa comprendere che a breve, a cominciare ovviamente dalla casa natale di Giovanni Bovio, procederemo a mandare via chi non ha titolo».



