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Immobili di Trani da valorizzare, l'incredibile intreccio fra capannoni Ruggia e strettoia di via Duchessa d'Andria. Amet e Amiu, di chi la proprietà delle sedi?

Come per le alienazioni, anche le valorizzazioni immobiliari del Comune, inserite nell'elenco "B" dello stesso provvedimento approvato dal consiglio comunale, contiene indicazioni che appaiono in alcuni case generiche, in altri contraddittorie o non aggiornate.

Per esempio, l'ex Bar tre palme ed il dancing La lampara vengono indicati come "concessi in locazione", il fortino di Sant'Antuono, con tre immobili per due attività è "concesso in uso".

L'ex pizzeria di Colonna è invece concessa «in forza di un accordo di transazione del 23 febbraio 2015. L'immobile - si legge in delibera - è utilizzato fino alla vendita dello stesso, ovvero fino alla conclusione della procedura ad evidenza pubblica, in itinere, per la concessione in locazione».  

La piattaforma galleggiante nel porto, ben tenuta proprio finché fu un ristorante, è invece indicata come «da ristrutturare e renderla strumentale alla darsena comunale». In realtà, giace in uno stato di totale abbandono, ma viene utilizzata da non meglio precisati soggetti come deposito di materiale subacqueo.

Resta ancora tutto da stabilire - e ormai non si contano più gli anni attraverso i quali si vive in questa imbarazzante incertezza - di chi sia la proprietà delle sedi di Amet ed Amiu. Per entrambe viene scritto che «è necessario un preliminare approfondimento giuridico, per accertare lo stato di diritto sull'immobile». In altre parole, piazza Plebiscito e via Barletta restano, sulla carta, una sorta di terra di nessuno.

Non manca la voce dedicata alla casa natale di Giovanni Bovio, sita in via Mario Pagano, angolo via Sant'Agostino: nel Piano delle alienazioni immobiliari viene indicata come «da locare», ma la storia odierna ci dice che l'immobile è occupato e, tuttora, il Comune di Trani non è riuscito nell'intento di liberarlo dagli abusivi che ne hanno preso possesso. Eppure l'immobile dovrebbe essere destinato ad attività di carattere culturale, più o meno in linea con la destinazione di partenza di museo civico.

Non meno singolare la storia dei Capannoni Ruggia di corso Imbriani, che ritornano anche quest'anno con le stesse, identiche previsioni degli anni precedenti. Si tratta di un complesso immobiliare di circa 7000 metri quadrati. Al suo interno insistono due corpi di fabbrica, costruiti dall'amministrazione militare nel 1932. Conseguentemente, il sedime resta di proprietà comunale, mentre i due fabbricati sono di proprietà dello Stato.

Il piano ci dice che «è in itinere, dal 1984, il procedimento di permuta, attivato dall'allora Intendenza di finanza ed oggi portato avanti dall'Agenzia del demanio di Bari, fra i due fabbricati e la proprietà del Comune di Trani dei terreni costituenti il poligono di tiro in località Schinosa.

Ad avvenuta permuta, si potrà dare input all'alienazione dell'area scoperta, che ha un'area complessiva di 4856 metri quadrati, e per la quale il Piano urbanistico generale prevede una zona edificatoria del valore complessivo di 2.900.000 euro. Di conseguenza, soltanto se, e quando avvenisse la permuta di cui sopra, sarà possibile procedere all'allargamento della strettoia di via Duchessa D'Andria, peraltro oggetto di recenti lavori di semaforizzazione che lasciano intendere l'esatto contrario.


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