Alla presentazione del progetto “Ripartiamo dalla pasta” anche il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, proprio pochi giorni dopo l’approvazione, in consiglio comunale, dell’istituzione della figura del Garante per le persone detenute. «Sicuramente questo indica una sensibilità nei confronti di soggetti che, ricordo a tutti, devono essere reinseriti all’interno della società. È una prospettiva diversa e importante dalla quale guardare i detenuti. Questo progetto si associa anche alla cultura, alla lettura, al libro: Trani con il libro ormai è un caposaldo all’interno della Regione Puglia e a livello nazionale».
Infatti, anche quest’anno il percorso di formazione “Ripartiamo dalla pasta” potrà contare su di un valido alleato culturale: grazie al “Presidio del libro” di Corato, istituzione che si propone di sperimentare nuove forme di coinvolgimento dei lettori e di promozione dei libri, soprattutto nei momenti e nei luoghi in cui mai ci si aspetterebbe di incontrarli, i detenuti avranno la possibilità di leggere alcuni stralci tratti da saggi di libri dedicati all’alimentazione, selezionati con cura dalla responsabile del “Presidio del libro”, Angela Pisicchio. La scelta di quest’anno è ricaduta su “Spaghetti, cozze e vengole” di Nicola Lagioia e “Fulmine” di Lello Gurrado.
Così Bruna Piarulli, direttore degli istituti penitenziari di Trani: «Nel corso delle edizioni del progetto, si è potuto constatare come il detenuto possa anche parlare della sua storia. In questo senso, la lettura è un momento di educazione ai sentimenti. Questo connubio tra i saperi e i sapori è molto importante, con la riscoperta di cibi del nostro territorio e che quindi fanno parte della nostra tradizione». L’auspicio è quello di produrre prodotti da commercializzarsi: «L’impresa Granoro è una delle prime, a livello nazionale, entrata nel carcere – ha detto Piarulli -. Una impresa seria sempre presente nel sociale, anche questo è un elemento che la contraddistingue. Ci ha fornito la possibilità di avvalerci di professionisti».



