Lottano sul campo per traguardi sportivi, ma quel campo non sempre lo pagano. In molte hanno accumulato debiti pesanti e, alla scadenza del tempo loro concesso, soltanto una su sedici ha versato un acconto ma ha anche chiesto al Comune di rivedere i conteggi. Le altre, per il momento, non pervenute. È la fotografia delle società sportive tranesi che utilizzano gli impianti della città messi loro a disposizione dal Comune di Trani, con particolare riferimento a stadio comunale, campo Giovanni Bovio, palazzetto dello sport Tommaso Assi, palestra tensostatica Leonardo Ferrante, palestre scolastiche a vario titolo.
Domani, domenica 30 aprile, scade il termine entro il quale i sodalizi avrebbero dovuto saldare quanto dovuto, ovvero versare almeno la prima rata, secondo un piano di rientro chiaramente indicato da giunta comunale e dirigente del settore in un provvedimento che aveva illustrato specificatamente (addirittura nel rispetto della privacy delle società di cui apparivano le sole iniziali), le posizioni debitorie di ciascuna.
Ebbene, secondo quanto si apprende da Palazzo di città, soltanto una si sarebbe in qualche modo attivata, mentre le altre non avrebbero dato alcun riscontro all'attività intrapresa. A questo punto, subito dopo il ponte del 1mo maggio, che a Trani si allunga fino al 3 a causa della festa patronale del Crocifisso di Colonna, il pacchetto delle contestazioni sarà girato all'Ufficio legale per il recupero coattivo delle somme che il Comune vanta, e che ammontano complessivamente a 132.000 euro.
A tanto ammonta la somma di cui l'ente è creditore presso 16 società sportive che hanno utilizzato gli impianti pubblici senza pagare, o pagando solo in parte il canone di utilizzo previsto dalle rispettive convenzioni. A seguito di una verifica contabile rigorosa, l'Ufficio sport aveva inviato numerose note con cui si era richiesto alle associazioni di provvedere al pagamento del debito arretrato nei confronti del Comune di Trani, «ma ad oggi nessuna ha proceduto al pagamento della debitoria nei confronti dell'ente», dava atto il provvedimento dell'esecutivo dello scorso 21 marzo.
Pertanto, la giunta comunale aveva dato mandato al dirigente della Prima area, Caterina Navach, nelle cui competenze rientra anche l'Ufficio sport, di trasmettere una diffida le associazioni sportive per il saldo della posizione debitoria entro il termine ultimo del 30 aprile 2017. Si ammetteva anche un piano di rateizzazione, ma solo con idonea garanzia fideiussoria assicurativa, o bancaria, per l'intero ammontare del debito pregresso.
Lo schema di versamento è il seguente: per chi ha debiti da 0 a 5000 euro, resta previsto il pagamento in un'unica trance entro il 30 aprile; da 5000 a 10000, due rate, la seconda delle quali entro il 31 agosto; da 10.000 a 15.000, terza rata prevista entro il 31 dicembre; da 15.000 a 20.000 si pagherebbe il 30 aprile, 30 giugno, 31 ottobre e 31 dicembre; da 20.000, fino alla decorrenza del debito, 30 aprile, 30 giugno, 31 agosto, 31 ottobre, 31 dicembre. In caso di ritardato, o mancato pagamento anche di una sola delle rate, il servizio finanziario, scatterà l'immediata sospensione della fruizione di ogni impianto sportivo comunale.

